17 marzo 2008

CONTINUA LA PROTESTA A SASSARI

17 marzo 2008
Soprintendenza i Beni Architettonici e Paesaggistici di Sassari

Oggetto: Lettera di protesta per accorpamento sopintendenza Sassari

Al Sig. Ministro alla Difesa
On. Arturo Parisi
Ai Sigg. Sottosegretari
On. Bruno Dettori
On. Luigi Manconi
On. Giampiero Scanu
Ai sigg. Parlamentari
On. Antonio Attili
Sen. Mauro Bulgarelli
Sen. Gianni Niedddu
On. Antonello Soro
On. Elias Vacca
On. Giuseppe Cossiga
On. Giuseppe Pisanu
On. Carmelo Porcu
Sen. Fedele Sanciu
On. Mario Segni
Prof. Luigi Berlinguer

Al sig, Presidente della Regione Sardegna
On. Renato Soru

Ai Sindaci delle Province di Sassari e Nuoro
Ai Presidenti delle Province Sarde
Al Magnifico Rettore ed al Senato Accademico dell'Università di Sassari

Illustri rappresentanti del Governo, del Parlamento e delle Istituzioni tutte, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con Decreto Ministeriale del 28 febbraio 2008 ha "riorganizzato" gli uffici ministeriali dislocati nelle varie regioni prevedendo per la Sardegna l'accorpamento della Soprintendenza per i beni Architettonici e il Paesaggio di Sassari e Nuoro in un unico istituto periferico ministeriale di ambito regionale con sede a Cagliari.
Fino al 21 febbraio 2008 nella bozza del decreto di riorganizzazione la Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici di Sassari era addirittura sede centrale per tutta l'Isola: inspiegabilmente e a sorpresa la logica della precedente scelta ministeriale è stata ribaltata con il citato D.M. del 28 febbraio 2008 e il nord Sardegna ha perso la "sua" autonoma Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici.

Quali sono i criteri che hanno "ispirato" questo improvviso cambiamento di rotta?

Quali ragionamenti hanno guidato il Ministero sino al 21 febbraio e poi spinto a ribaltare" a sorpresa" e immotivatamente nel giro di una settimana le precedenti valutazioni?

La logica del risparmio sulle retribuzioni dirigenziali ha sacrificato (nella nostra Regione e non in altre!) il rispetto dovuto a tutto il territorio, alla unicità e varietà del suo paesaggio, al suo patrimonio architettonico, al suo sviluppo sociale, economico e culturale.

Il D.M. riserva alla Sardegna un trattamento di assoluto sfavore.

Rispetto alla Calabria e alla Puglia, laddove si accorpano solo le Soprintendenze archeologiche (ed era questa la previsione anche per la Sardegna) ma si lasciano intatte le due Soprintendenze ai Beni Architettonici e Paesaggistici, la nostra Isola è vittima di vari accorpamenti: uno solo a vantaggio di Sassari mentre tutti gli altri Uffici ministeriali, compresa la nuova Soprintendenza storico-artistica, "scorrono" inevitabilmente verso Cagliari.

Ciò significa che l'intero territorio del nord e centro Sardegna (Sassari, Olbia-Tempio, Nuoro, Ogliastra) avrà solo una sede dirigenziale periferica costituita dalla Soprintendenza Archeologica, mentre il Sud Sardegna (Cagliari, Oristano, Medio-Campidano, Sulcis) annovererà:
la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, una Soprintendenza ai beni Architettonici e il Paesaggio che accorpa anche quella di Sassari, una Soprintendenza per il Patrimonio storico-artistico su base regionale, una Soprintendenza Archivistica su base regionale, un archivio di Stato su base regionale che accorpa tutti gli altri archivi.

L'irrazionalità di tale scelta è evidente e ha contraccolpi sull'intero territorio regionale ed è fantasioso ritenere che nulla cambi in termini di efficacia dell'azione amministrativa e cura concreta degli interessi pubblici: non può infatti negarsi l'incidenza della distribuzione degli Uffici Dirigenziali sulla gestione reale della tutela, di cui il potere decisionale costituisce ovvia espressione.

Se la potestà decisionale si allontana dal contesto, di fatto sarà sempre meno ponderata e meno efficace; né può ragionevolmente (e forse normativamente) ipotizzarsi uno scenario ( del tutto fantasioso) in cui i funzionari locali, in assenza del dirigente (dal quale peraltro ogni atto andrebbe ratificato), abbiano poteri autonomi di iniziativa e di gestione.

La Sardegna, che vanta una delle maggiori estensioni territoriali, un patrimonio di beni culturali e paesaggistici ricco, vasto, complesso e di difficile raggiungibilità, sarà sede di soli 5 uffici dirigenziali (dei quali solo uno, la Soprintendenza Archeologica, con sede decisionale a Sassari), la Lombardia ne conterà 10, il Piemonte 6, la Puglia 7, il Veneto 9, la Liguria 6, l'Emilia Romagna 13, il Lazio16 e la Toscana 17. Regioni molto meno estese territorialmente della Sardegna hanno conservato due Soprintendenze ai beni Architettonici e Paesaggistici mentre si è quasi sempre optato per l'accorpamento delle Soprintendenze Archeologiche.

La Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Sassari e Nuoro già soffriva di un assetto organizzativo scarno, con una sola sede a Sassari e nessuna sede periferica, pur avendo competenza su un territorio immenso nel quale sorvegliare paesaggio, monumenti, cantieri, centri storici, ecc., il tutto ostacolato dalle note difficoltà di una rete stradale carente.

Ora, e in aggiunta, si trova ad essere menomata di funzioni decisionali e declassata a ufficio di "terzo livello", dopo la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Cagliari e dopo la Direzione Regionale.

La scelta ministeriale pare ignorare che il nostro Ufficio svolge compiti di tutela che incidono fortemente sull'economia locale, con finanziamento e gestione diretta di interventi edilizi per centinaia di migliaia di euro ogni anno, controllo di cantieri e dell'attività edilizia nel campo della conservazione e del restauro, autorizzazione dei relativi progetti. L'accorpamento e lo spostamento a Cagliari crea rallentamento di un'azione di tutela già difficoltosa, aggravio dei procedimenti e rallentamento dei tempi per il rilascio di autorizzazioni, per le verifiche sul campo, ecc. con ricadute anche a livello economico su imprese e liberi professionisti.

Nei suoi cinquant'anni di vita autonoma il nostro Ufficio ha creato lentamente e con difficoltà una fitta rete di rapporti interistituzionali, collaborazioni, intese, con province, comuni, uffici diocesani, amministrazioni sanitarie, università, facoltà di architettura, che saranno negativamente condizionate da questo depotenziamento di fatto e di diritto.

Il declassamento dell'Ufficio e lo spostamento della dirigenza, con la conseguente riorganizzazione, arrivano inoltre in un momento di grandi cambiamenti e innovazioni per la pianificazione e il sistema di tutela del territorio dell'isola, con il Piano Paesaggistico che esplica i propri effetti, l'adeguamento al Piano Paesaggistico degli strumenti urbanistici di tutti i comuni, che vedono i cinque funzionari architetti di questo Ufficio impegnati a collaborare con i 192 comuni del territorio delle due province di attuale competenza.

Si consideri che questa nuova fase della tutela con gli impegni straordinari che ne derivano si somma alle pratiche di routine: per citare alcuni numeri che danno solo in parte la misura dell'attività della nostra Soprintendenza: ogni anno abbiamo una media di 5000 pratiche paesaggistiche, 500 autorizzazioni nel settore del restauro architettonico e altrettanti cantieri su cui esercitare l'alta sorveglianza, 20 cantieri di restauro in conduzione diretta, verifiche e dichiarazioni di interesse, controlli sul territorio, attività di promozione culturale e divulgazione.

Né si può trascurare l'effetto dirompente che le modifiche previste al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio produrrebbero sul lavoro dell'Ufficio, riportando alle Soprintendenza per i beni Architettonici e Paesaggistici la piena responsabilità della tutela del paesaggio.

Inoltre in questo periodo sono in corso nei principali centri del territorio di competenza importanti opere pubbliche nel campo del restauro e del recupero nei centri storici per cui rinvii e rallentamenti dei tempi di decisione comporterebbero disagi alle comunità e aumento dei costi.

Pertanto, l'allarme suscitato nell'opinione pubblica e nelle istituzioni per il previsto accorpamento a Cagliari della Soprintendenza Archeologica di Sassari non può che essere ancor più marcato ove si pensi agli effetti che cagiona il nuovo assetto organizzativo della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici .

A titolo di esempio, si pensi come l'organizzazione del G8 nel 2009 a La Maddalena stia già creando una situazione di emergenza con pressioni enormi sul patrimonio monumentale e paesaggistico, che non potrà essere facilmente gestito in una fase di "smantellamento" della struttura dell'ufficio e di trasferimento della sede dirigenziale.

Lo stesso Ministero, dunque, che intende, attraverso una rivisitazione del Codice Urbani, potenziare l'attività di tutela del paesaggio, compie proprio in Sardegna una scelta in direzione opposta.

Chiediamo a tutti, nell'ambito delle rispettive competenze istituzionali, di intervenire per una rimeditazione dell'assetto organizzativo degli uffici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in Sardegna, rispetto a quanto previsto nel Decreto Ministeriale, nella comune ottica : difendere la specificità culturale della nostra Isola.

I dipendenti della Soprintendenza i Beni Architettonici e Paesaggistici di Sassari

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