9 luglio 2008

LA SCOPERTA ......

Beni culturali in liquidazione?


Data di pubblicazione: 07.07.2008
Data di pubblicazione: 07.07.2008 -->Autore:
Come risolvere i problemi di capacità di spesa del Ministero Beni Culturali: azzerandola. Da Il Sole 24 Ore, 4 luglio 2008 (m.p.g.)

Il ministro Sandro Bondi ha reso alle Camere e alla stampa dichiarazioni encomiabili sul futuro dei beni culturali e del paesaggio. Si è impegnato a un rigoroso rispetto dell`articolo 9 della Costituzione («La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione») sottolineando, come già hanno fatto dal Quirinale Ciampi e Napolitano, lo stretto nesso fra i due commi e il ruolo dello Stato. Ha considerato il Codice dei Beni culturali e del paesaggio, dopo i tre "passaggi" coi suoi predecessori Urbani, Buttiglione e Rutelli, il frutto positivo di un lavoro genuinamente bipartisan, e si è impegnato ad attuarlo attivando un tavolo di coordinamento ministero-Regioni. Ha insistito sulla necessità di potenziare le Soprintendenze mediante nuove assunzioni, di ripristinare i paesaggi degradati, di migliorare la capacità di spesa del ministero, di rilanciare la cultura italiana del restauro. Con questi lodevoli propositi, della cui sincerità non c`è motivo di dubitare, contrasta tuttavia in modo stridente la politica economica del Governo. Il decreto sull`esenzione dell`Ici per la prima casa (Dl 93/2008) azzera i 45 milioni che la Finanziaria aveva destinato al ripristino dei paesaggi degradati; inoltre, accantonamenti di bilancio dei Beni culturali per oltre 15 milioni dal 2008 al 2010 sono utilizzati a copertura dei mancati introti Ici, e 90 milioni nel triennio confluiscono nel «Fondo per interventi strutturali di politica economica». A questi tagli già cospicui (in totale 150 milioni) si aggiungono le misure ancor più drastiche del recentissimo Dl 112, che sottrae ai Beni culturali 228 milioni nel 2009, 240 milioni nel toto e 423 milioni nel 2011: un taglio complessivo di quasi un miliardo che, aggiungendosi ai 150 milioni già menzionati, infliggerà un colpo mortale a un`amministrazione già in grande sofferenza per mancanza di risorse (invano Prodi aveva promesso di portare il bilancio dei Beni culturali dal misero 0,28% all`1% del bilancio dello Stato). Di più, come ha scritto Luigi Lazzi Gazzini sul Sole 24 Ore del 26 giugno, il Dl 112 capovolge d`autorità, «stiracchiando la Costituzione», la gerarchia delle fonti normative, demandando al Governo (anzi al ministro dell`Economia) il potere di modificare per decreto gli stanziamenti approvati dalle Camere per legge. I tagli ai Beni culturali non vengono operati su attività marginali né su progetti opzionali: la maggior parte della riduzione di spesa prevista per il triennio 2009-11 grava infatti sulla voce «Tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici», cuore e "ragione sociale" del ministero. I tagli alla tutela sono 198 milioni su 228 nel 2009, 207 milioni su 240 nel 2010, 366 milioni su 423 nel 2011. Se prendiamo come anno di riferiménto il 2011, in cui al taglio più massiccio si sommerà l`effetto incrementale del decurtamento 2008-2010, si può dire che resteranno sul bilancio del ministero solo gli stipendi per il personale residuo, del resto in via di esaurimento visto che l`età media dei funzionari tecnico-scíentifci ha ormai varcato la soglia di guardia dei 55 anni, e che le pochissime nuove assunzioni in vista non bastano nemmeno a coprire il 10% del turn over. In queste condizioni, non solo non sarà possibile ripristinare i paesaggi degradati, ma neppure proteggere quel poco che ancora c`è di intatto. Non solo non si potrà promuovere il restauro, ma si stenterà a lasciare aperti musei e monumenti. Forse migliorerà la capacità di spesa: ma solo perché resterà ben poco da spendere. Il disegno politico sotteso a questi provvedimenti del Governo appare diametralmente opposto a quello che l`onorevole Bondi ha delineato alla Camera. Tagli di tale entità configurano la messa in mora del ministero fondato da Spadolíni, che ereditò la gloriosa tradizione italiana di tutela e l`ha fatta sopravvivere con dignità fino ad oggi. Si può avanzare l`ipotesi che alla messa in mora debba seguire, nell`intenzione del Governo odi una sua parte, l`abolizione del ministero (o, che è lo stesso, la sua riduzione allo stato larvale) e forse la devoluzione della tutela alle Regioni, secondo la proposta avanzata nel 2007 dalla Lombardia e dal Veneto. Un progetto come questo presupporrebbe un`interpretazione assai forzata del Titolo V della Costituzione (articolo 116), infelicemente riformato nel 2ooi con esigua maggioranza. Se questo è il progetto, il Codice dei Beni culturali, che prevede una forte interazione fra Soprintendenze e Regioni, è già lettera morta, e il "tavolo di coordinamento" Stato Regioni voluto da Bondi segnerebbe la resa incondizionata di un ministero in via di liquidazione. L`articolo 9 della Costituzione, che assegna alla competenza esclusiva dello Stato la tutela dei beni culturali e del paesaggio (come la Corte Costituzionale ha ribadito da ultimo nella sentenza 367/2007), verrebbe in tal modo svuotato, anzi capovolto. Ma se questo è il disegno, perché non dirlo subito? E se il disegno non è questo, chi ci spiegherà come potrà mai funzionare la tutela in Italia con le casse vuote e il personale in costante decremento?

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10 giugno 2008

POSIZIONE DELLA UILBAC SULL'ORGANIZZAZIONE DEL MIBAC

Al Ministro Beni e Attività Culturali
Sen Sandro Bondi

Al Sottosegretario
On Francesco Maria Giro
Al Capo di Gabinetto
Dott Salvatore Nastasi
Al Segretario Generale
Prof. Giuseppe Proietti
Loro Sedi

Servizio: Segreteria Generale
Oggetto: Richieste modifiche Dpr 233/07 e d.m.28.02.08


On Ministro
Come richiesto dal suo Gabinetto le rimettiamo le richieste di modiche del d.m. 28 febbraio 2008.
Tuttavia si ritiene assolutamente necessario procedere anche ad effettuare alcune modifiche al il D.p.r. 233/07.
Le nostre proposte nascono dalla constatazione e dall’analisi delle enormi difficoltà che si registrano negli Istituti periferici, in particolar modo presso le soprintendenze che sono state completamente abbandonate.
Infatti a più riprese avevamo segnalato alla gestione politica precedente i limiti e le contraddizioni insite nel Dpr e poi nel d.m. di riordino , raccogliendo le richieste che provenivano dai Soprintendenti di settore , dei Direttori di Archivi e da tutto il personale .
L’esperienza dei primi sei mesi di attuazione del dpr 233 conferma che la struttura Ministeriale continua a rimanere fortemente centralistica poiché oltre alla numerosità delle Direzioni Generali Centrali , anche la nascita di ulteriori Istituti speciali quale ad esempio l’Istituto Superiore del Restauro dimostra che non ha alcuna relazione funzionale e operativa con l’Opificio delle Pietre Dure.
A ciò si aggiungono le enormi difficoltà finanziarie che dovranno affrontare anche altri Istituti speciali quali il Centro per il Libro, le Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze nonché lo stesso Archivio Centrale dello Stato.
Tutto ciò dimostra inequivocabilmente come la riorganizzazione non è stata realizzata per ciò che deve fare il Ministero, per ciò che dovrebbe essere la missione istituzionale, ma è stata costruita sui Dirigenti che c’erano , sulla loro collocazione o ricollocazione.
Questo ha penalizzato fortemente la struttura periferica, quella che tutti i giorni è chiamata a dare risposte ai cittadini e che è stata sottovalutata dal disegno di riorganizzazione poiché ad esempio continua a non venir raccolto il grido dall’arme di una realtà periferica in cui , tranne pochi casi non esiste un rapporto di collaborazione tra Direzioni Regionali e Soprintendenti di settore poiché in Italia vi sono 17 modi diversi di intendere il ruolo e la funzione dei Beni Culturali , tanti quante sono le Direzioni Regionali che a nostro avviso continuano a mantenere inalterate le funzioni che hanno costituito oggetto di contenzioso tra i diversi livelli dell’amministrazione .
Infatti l’aver confermato la funzione di stazione appaltante in capo alle Direzioni Regionali dimostra come la struttura di vertice Politica e Amministrativa centrale non ha voluto ascoltare le richieste , maturate dalle esperienze negative che sono arrivate da tutti i Soprintendenti di settore.

A giudizio della Uil occorre rimettere mano al Dpr di riordino anche alla luce delle nuove disposizioni dettate dalle modifiche apportare al Codice per i Beni Culturali e del Paesaggio mediante :
• Riduzione delle attuali Direzioni Generali mediante una serie di accorpamenti , alcuni li aveva indicati lo stesso Consiglio Superiore entro un numero massimo di 7/8 . In tale logica esprimiamo apprezzamento per la proposta avanzata in merito la costituzione di una Direzione Generale Centrale ai Musei e noi aggiungiamo alla valorizzazione del patrimonio nazionale.
• Incremento della capacità operativa delle Soprintendenze attribuendogli, sulla base di quanto avviene attualmente per gli istituti Centrali autonomia, organizzativa,amministrativa ,contabile e strumenti di valutazione, attraverso le disposizioni di cui agli articoli da 12 a 22 del decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805. Questo permetterebbe una maggiore autonomia e soprattutto flessibilità nella gestione delle risorse di provenienza statale nonché la possibilità di acquisire ulteriori risorse aggiuntive mediante l’offerta e la vendita di attività e prodotti a soggetti terzi.
• In tale contesto va riattribuita alle Soprintendenze di settore la funzione di stazione appaltante, per gli interventi di manutenzione del patrimonio da effettuarsi con fondi dello Stato o affidati in gestione allo Stato sui beni culturali presenti nel territorio di competenza.
• Il rafforzamento dei poteri e dell’autorevolezza dei Soprintendenti e del personale tecnico scientifico garantendone la loro autonomia dal potere politico.
• Semplificazione e riduzione dei passaggi burocratici, oggi sono 7 tra centro-periferia-centro, a cui si somma l’insostenibile quantità di risorse finanziarie che giacciono ferme nella contabilità speciale con gravissimo danni per i patrimonio culturale del paese ma anche per le casse dello Stato visto che su tali risorse i cittadini vi pagano gli interessi.
• Nella more della conclusione delle procedure concorsuali per l’area della Dirigenza occorre prevedere con una norma derogatoria speciale da inserire in sede di conversione, in uno dei decreti leggi all’esame del Parlamento, la possibilità di affidare gli incarichi dirigenziali non generali a personale del Ministero appartenente all'area C3 dotato dei requisiti di professionalità ed esperienza richiesti per il relativo svolgimento.

Infine la necessità di ridefinire una struttura che abbia la pretesa di durare nel tempo, almeno per dieci anni per di rimettere in pista una macchina che nel corso degli ultimi 5 anni è stata impegnata in ben 4 riorganizzazioni !


Roma 9 giugno 2008

Gianfranco Cerasoli
Segretario Generale

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30 maggio 2008

N esima figuraccia o una ennesima figuraccia


PRIMA SI CORRE per pubblicare le norme e poi si ricorre per correggere alcune piccole "imperfezioni" dovute certamente a "piccole sviste" e alla fretta di fare bella figura con il politico di turno.

Non sarebbe meglio una maggiore ponderazione ed imparare ad effettuare le opportune verifiche prima della pubblicazione?

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Decreti correttivi del codice dei bbcc e del paesaggio
Pubblicati nella sezione Leggi i due decreti integrativi e correttivi del codice dei beni culturali e del paesaggio:

Decreto Legislativo 26 marzo 2008, n. 62 "Ulteriori disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione ai beni culturali"

Decreto Legislativo 26 marzo 2008, n. 63 "Ulteriori disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio"

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12 maggio 2008

Speriamo che non continui la solita politica della tela di Penelope

Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito al disfare di leggi e regolamenti da parte di ogni nuovo governo, sia di centro destra che di centro sinistra, forse nel tentativo di dimostrare di essere più bravi dei predecessori.

Sembra proprio che i nostri politici siano oramai tutti seguaci di Penelope, chissà perché invece di sconvolgere sempre tutto il lavoro fatto nella precedente legislatura (o consiliatura), non riescono ad andare oltre e cercare di far funzionare decentemente quello che è stato già fatto?
Forse perchè sono tutti malati di protagonismo ed ognuno di loro vuole lasciare un segno, anzi il suo segno, nessuno sembra disposto a lavorare in silenzio e nell’ombra per far funzionare e rendere veramente efficiente l’apparato pubblico per elevare le prestazioni e migliorare i servizi al cittadino?
Adesso, come al solito, la pubblica amministrazione resterà paralizzata per alcuni mesi in attesa che i nuovi eletti si organizzino, che i nuovi ministri si sistemino negli uffici con i loro staff e che comincino a capire qualcosa, mentre tutta l’alta dirigenza continua a indecorosamente ma comprensibilmente a cercare di garantirsi la propria poltrona e la propria sopravvivenza.
Dopo questa fase di congelamento dell’attività e dopo che gli apparati ministeriali si saranno tranquillizzati ed avranno superato la fase della sindrome dello spoil system, forse cambierà qualcosa in meglio o resteremo ancora delusi!

Anche al ministero per i beni e le attività culturali è arrivato il nuovo ministro Sandro Bondi, ecco una sua breve biografia da wikipedia.

Cenni biografici

Frequenta le prime scuole a Losanna dove il padre, socialista, è emigrato. Una volta tornato in Italia entra giovanissimo nella Federazione Giovanile Comunista Italiana, della quale diventa presto segretario della Lunigiana. Si laurea in Filosofia presso l'Università di Pisa con una tesi su Leonardo Valazzana, predicatore agostiniano e avversario di Girolamo Savonarola.

Cattolico democratico, milita nel Partito Comunista Italiano, nelle cui liste viene eletto, nel 1990, sindaco di Fivizzano. Nel 1992 la giunta comunale da lui guidata viene rovesciata dai socialisti locali, in associazione con la Democrazia Cristiana. Già allora gli attivisti lo paragonano scherzosamente ad un "rapanello": cioè rosso fuori e bianco dentro. In seguito lascia il PCI.

Successivamente, attraverso lo scultore Pietro Cascella conosce Silvio Berlusconi, di cui diviene segretario e collaboratore. Sandro Bondi diventa consigliere fidato del Cavaliere, tanto da ricevere il compito, in occasione della campagna elettorale del 2001, di coordinare la stesura di Una storia italiana, un libro fotografico sulla vita pubblica e privata di Berlusconi spedito, come mezzo di propaganda elettorale in vista delle successive elezioni, a tutte le famiglie italiane.

Bondi ricambia la fiducia accordatagli da Berlusconi diventandone negli anni uno dei maggiori sostenitori, esternandogli pubblicamente in più occasioni la propria devozione e fedeltà [1], anche tramite poesie che ha talvolta letto in alcuni programmi televisivi, tanto da essere stato spesso bersaglio di critiche o battute ironiche.

Nel 2001 è eletto alla Camera dei Deputati nelle liste di Forza Italia nella III circoscrizione (Lombardia 1). Nella campagna elettorale per le elezioni regionali del 2005 si occupa della comunicazione del partito e nello stesso anno viene nominato coordinatore del movimento forzista. Alle elezioni politiche del 2006 riceve un nuovo mandato parlamentare alla Camera, risultando eletto nella circoscrizione XX (Campania 2).

Nell'estate 2006 pubblica il suo ultimo saggio dal titolo "Laici e credenti: una fede comune". Nel corso della campagna elettorale per le elezioni politiche del 2008 ha partecipato a diversi comizi svolti in molte città d'Italia, toccando anche la città di Lanciano. E proprio nel corso del comizio, svoltosi nel teatro Fenaroli a Lanciano, ha dichiarato di non voler abbandonare, come era stato fatto in passato, Berlusconi solo al governo, lanciano quindi un invito a tutti ad appoggiarlo e a incoraggiarlo.

Alle elezione del 2008 è candidato al Senato della Repubblica nella regione Toscana nelle liste del Popolo della Libertà, nonché candidato del centrodestra alla carica di presidente della Provincia di Massa Carrara. Viene eletto al Senato, mentre per la presidenza della provincia accede al ballottaggio col presidente uscente (sostenuto dal Partito Democratico) Osvaldo Angeli, che vince con il 55.4% dei voti, contro il 46% di suffragi raccolti da Bondi.

Il 7 maggio 2008 gli viene conferito l'incarico di Ministro per i Beni e le Attività Culturali.

Luogo di nascita Fivizzano
Data di nascita 14 maggio 1959
Titolo di studio Laurea in Filosofia
Professione politico
Partito Il Popolo della Libertà
Legislatura XIV, XV,XVI
Circoscrizione Toscana

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10 aprile 2008

GRANDE VITTORIA, GRANDE SENTENZA

Sul link sottostante potrete leggere la sentenza che rende giustizia a tutti i funzionari tecnico scientifici, umiliati ed appiattiti negli ultimi 18 anni. Finalmente viene sancita l'area contrattuale riservata per i professionisti e le alte professionalita della nostra amministrazione.
Adesso bisogna far applicare la sentenza a tutti gli aventi diritto, anche se è stato abolito da decenni la possibilità dell'estensione del giudicato (altra norma ingiusta, antidemocratica e forse anche anticostituzionale).
Gli avvocati sono al lavoro..



http://www.mintrasporti.it/studio_legale/_documenti_vari/2008-03-07_TribRoma_4399_ViceDirigenza_l.pdf

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PAROLA DEGLI ARCHEOLOGI CASERTANI


DA PATRIMONIOSOS LA POSIZIONE E LE ASPETTATIVE DEGLI ARCHEOLOGI DELL'AREA CASERTANA :

BENI CULTURALI NEL CASERTANO: CRESCITA O DISMISSIONE?
2008-04-07

Funzionari Direttori Archeologi Coordinatori degli Uffici per i Beni Archeologici dell’area casertana
L’organizzazione interna del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha dal 2000 ad oggi mutato per ben tre volte la propria struttura interna.
Mentre le due precedenti modifiche non sono intervenute sull’articolazione e sui territori di competenza delle singole Soprintendenze, la riforma più recente, della fine del 2007, è intervenuta anche su questi aspetti.
Ovunque queste decisioni abbiano comportato cambiamenti esse non hanno mancato di suscitare polemiche, ribellioni e prese di distanza sia da parte dei funzionari, sia da parte dei sindacati.
Le fibrillazioni con le quali il sistema delle Soprintendenze ha risposto a tali nuovi provvedimenti possono, in parte, ritenersi reazioni fisiologiche, spiegabili con la messa in crisi di consolidate abitudini, con inerzia mentale, con naturale diffidenza verso il nuovo.
Tanto è vero che, nello scorrere i vari comunicati e le lettere aperte inviate dal territorio al Ministro, non di rado si possono rinvenire argomentazioni esattamente opposte tra loro, ma di volta in volta portate a favore della medesima tesi: non si accetta il mutamento dello status quo.
In questi giorni si apprende dalle notizie di stampa della raffica di polemiche suscitate dalle nomine ratificate dal Ministro, On.le F. Rutelli, proposte, a norma del nuovo regolamento di organizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dai Direttori Regionali sentiti i Direttori Generali.
Come spesso accade, le tensioni, i comunicati, le smentite e i chiarimenti si concentrano quasi esclusivamente su quest’ultimo aspetto.
Sarebbe invece opportuno rivolgere l’attenzione sugli aspetti di sostanza dell’ultima riforma del Ministero, sulla consistenza del programma culturale sotteso, sulle finalità e sull’impatto che i cambiamenti possono avere sulla tutela e sulla valorizzazione del patrimonio culturale italiano.
In tal senso dubbi e perplessità sono state espresse quando ancora il riassetto delle Soprintendenze non era definitivo sia dalle rappresentanze sindacali, sia dall’Assotecnici.
Oggi, a seguito delle nomine dei Soprintendenti, si sollecitano la comune riflessione e il dibattito sulle prospettive che tali decisioni schiudono alla tutela.
Non risulta, come facilmente intuibile, agevole intervenire su argomenti di tale complessità e in assenza di un dibattito generale, di metodo e di merito, sulle scelte operate dall’autorità politica.
Scelte delle quali non si contesta la legittimità, ma la cui logica si vorrebbe conoscere e intorno alle quali è lecito, e opportuno, aprire la discussione.
Si richiama, nel caso presente, l’attenzione sulla situazione delle Soprintendenze per i Beni Archeologici della Campania, in particolare sulla Provincia di Caserta.
Come noto, in Campania sono nate due nuove Soprintendenze: una autonoma di Napoli e Pompei, comprendente anche tutto il territorio della provincia di Napoli; l’altra di Benevento e Caserta, con giurisdizione sulle due province e sede a Caserta. La terza Soprintendenza archeologica della regione, quella con sede a Salerno, resta praticamente immutata perdendo la sola provincia di Benevento.
In questa sede si decide si tralasciare i problemi connessi all’attuazione logistica delle decisioni ministeriali, all’organizzazione dei nuovi Uffici, alla dotazione organica e finanziaria, tutti aspetti che saranno concretamente curati dalla competente Direzione regionale e dal Dirigente preposto alle Soprintendenze.
Ci cercherà, piuttosto, di contribuire all’individuazione di possibili prospettive storiche e amministrative attraverso le quali traguardare la creazione della nuova Soprintendenza di Benevento e Caserta.
Le province di Caserta e Benevento costituiscono comparti territoriali morfologicamente e geologicamente distinti, tra loro collegati da due passaggi vallivi, quello che passa da Telese e quello che da Maddaloni – Santa Maria a Vico si dirige verso Caudium, quest’ultimo prescelto dalla via Appia, principale collegamento antico tra Roma e l’area adriatica.
Entrambe le province sono ricchissime di evidenze archeologiche, spesso stratificate nel susseguirsi dei secoli, e non è questo il luogo per una disamina puntuale.
La nuova Soprintendenza si pone pertanto a cavallo tra due distretti geografici tra loro differenti, frequentati sin da epoche remotissime, in età storica popolate da un mosaico di popoli italici tra i quali spiccano Etruschi, Campani e Sanniti. La fertilità dei suoli dell’area campana da un lato, la posizione strategica e le risorse naturali dall’altro, resero entrambe le aree della massima importanza per tutta l’età romana e ancora nel Medio Evo, quando si insediarono importanti strutture di controllo e organizzazione del territorio.
Dal punto di vista amministrativo queste aree hanno sempre giocato un ruolo marginale, causato per opposti motivi dalla distanza dal capoluogo Napoli: troppo vicina Caserta, troppo lontana Benevento.
Nell’area del Casertano i Beni culturali, in particolare archeologici, furono vissuti dalle classi dirigenti locali,sin dalle prime scoperte nel XVIII secolo, quale possibile motivo di riscatto rispetto a Napoli attraverso la valorizzazione delle origini etrusche e italiche delle genti qui insediate. Come già autorevolmente osservato, l’Unità d’Italia rappresentò per queste aree una concreta possibilità di affrancamento dal dominio incontrastato dalla oramai ex capitale borbonica.
Non a caso si legano alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico alcune delle più brillanti ed interessanti imprese culturali del Casertano: il Museo Campano di Capua, fondato nel 1874, e il Museo Allifano, fondato nel 1913. Entrambi avevano uno stretto rapporto con il territorio, sul quale la ricerca avveniva secondo gli standard del tempo: più organicamente organizzata la Commissione per la Conservazione dei Monumenti ed Oggetti di Antichità e Belle Arti nella Provincia di Terra di Lavoro, ugualmente interessate e illuminata l’istituzione di una Commissione Archeologica Comunale a Piedimonte di Alife nel 1926.
Nel corso del “900, attraverso il progressivo intensificarsi dell’azione di tutela da parte della Soprintendenza, prima alle Antichità della Campania poi di Napoli e Caserta, si sono non solo moltiplicate le scoperte, ma si è rafforzata la consapevolezza della consistenza e dell’importanza dei siti archeologici di Terra di Lavoro, e non solo a livello scientifico.
Nonostante i danni bellici, il declino economico e culturale, l’indiscriminato sfruttamento delle risorse naturali, il degrado ambientale e sociale che hanno progressivamente devastato e sfigurato la piana campana, con una rimarchevole continuità dal Dopo Guerra ad oggi, la Soprintendenza ha con costanza e determinazione condotto la sua azione di tutela e valorizzazione lungo l’arco di 60 anni.
Qualora ci si fermi a riflettere, ad esempio, sull’incidenza sul territorio dell’opera della Soprintendenza si rimarcherà come tutti i principali centri antichi dell’area siano stati sottoposti a tutela e come in essi si siano svolti,o in svolgimento, scavi e opere di valorizzazione.
L’attività di controllo del territorio è stata intensificata attraverso l’apertura di uffici distaccati a Succivo, Maddaloni, Santa Maria Capua Vetere, Calvi Risorta, Alife, Teano, Sessa Aurunca, Mondragone, a molti dei quali sono oggi associati un Museo e un sito archeologico aperti al pubblico, tangibile segno di restituzione ai cittadini residenti del patrimonio locale in termini di conoscenza e fruizione.
Questa opera discreta, ma ferma, condotta dai funzionari sotto la guida di Soprintendenti lungimiranti e attenti alla continuità e alla coerenza dell’azione amministrativa, ha prodotto negli ultimi anni tangibili risultati in termini di sensibilizzazione di un territorio difficile sotto molti aspetti, ma anche dalla potenzialità enormi.
Non solo l’utilizzo di Fondi Regionali Europei ai fini di valorizzazione del patrimonio, ma anche il senso di responsabilità e l’apertura dimostrata verso l’opera della Soprintendenza da parte degli Enti territoriali nella programmazione sia di strumenti urbanistici, sia di opere pubbliche dimostrano la crescente condivisione dei comuni doveri, sanciti dalla Costituzione, verso il patrimonio culturale. Con l’aiuto degli Enti territoriali, il Ministero ha nel corso dell’ultimo decennio contribuito alla capillare diffusione e divulgazione delle conoscenze nei distretti geografici un tempo occupati dai Sanniti, dagli Aurunci, dai Campani, dai Sidicini.
Il clima positivo e la crescente sensibilità da parte dell’opinione pubblica locale da un lato incoraggiano ad accogliere con speranza la nascita della nuova Soprintendenza di Benevento e Caserta, dall’altra caricano quest’ultima di più gravose responsabilità verso il territorio.
Nel taglio del “cordone ombelicale” con l’Ufficio di Napoli potrebbe cogliersi l’occasione per constatare il livello raggiunto dalle attività sul campo, il maturarsi di condizioni per l’esercizio di una tutela ancora più attenta e condivisa con il territorio, la necessità dell’esercizio autonomo dei compiti di valorizzazione specificatamente studiato per rispondere ai bisogni locali: in ultima analisi la possibilità che, nel concreto, il percorso di riscatto culturale e civile di queste province attraversi anche il campo dei beni culturali, e nella fattispecie archeologici, così come accadde subito dopo l’Unità d’Italia.
La dipendenza da Napoli, se da un lato ha condizionato pesantemente l’entità delle somme impiegate nell’azione di tutela e nei lavori di valorizzazione stante l’importanza dei giacimenti culturali dell’area napoletana e flegrea, dall’altro ha apportato indubbi benefici anche al Casertano che si è potuto avvalere di una struttura e di professionalità di alto livello abituate ad operare sui maggiori siti archeologici e a gestire cantieri di scavo e restauro tra i più importanti d’Italia.
Il costante rapporto con Napoli ha inoltre assicurato un retroterra culturale di primissimo rango nel rapporto e nella presenza delle Università, delle quali ben tre annoverano Corsi di laurea e Dipartimenti di Archeologia.
Il venir meno di tale diretto rapporto, per quanto come ovvio non definitivamente interdetto, investe di maggiori responsabilità nel campo dell’agone per la difesa e la diffusione dei beni culturali la Soprintendenza e la giovane Facoltà di Lettere di Santa Maria Capua Vetere. Dai comportamenti e dalle scelte strategiche di politica culturale di queste Istituzioni dipenderanno nei prossimi anni molto più che il semplice destino della tutela e della ricerca.
Entrambe si troveranno in un futuro niente affatto remoto di fronte a importanti scelte.
Nell’attuale contesto socio economico, anche alla luce dei più recenti avvenimenti di cronaca, la capacità di dare risposte appropriate e di esercitare in concreto funzione di guida e di sprone per la crescita culturale impongono una consonanza di intenti e condotte coerenti nei programmi e nelle attività tali da rafforzare ed accrescere il clima di fiducia nel raggiungimento di obiettivi di crescita culturale, civile e sociale.
Non sarebbe opportuno in linea generale disattendere a tali compiti, non è possibile nelle terre di Gomorra.
Serve un’opinione pubblica informata e partecipe che funga da sprone a da controllo di quanto si va realizzando.
Servono occasioni molteplici per ribadire e rafforzare la nascente consapevolezza dell’immenso patrimonio culturale locale, sopratutto da parte dei giovani.
L’elaborazione di strategie in accordo con gli operatori culturali del territorio è un obiettivo di medio- lungo periodo, certamente del massimo interesse. E pur tuttavia, non va sottovalutato che nel breve periodo servono non solo obiettivi appropriati, ma anche risorse sia finanziarie, sia umane all’altezza dei compiti e tali da imprimere una spinta decisiva alla crescita culturale del territorio, tale da rendere i processi virtuosi difficilmente reversibili.
Ha inteso il Ministero dotare il nascente organo periferico degli strumenti idonei a svolgere tali gravosi compiti?
Al momento si conosce solo il nome del dirigente designato.
Non è stata indicata una sede fisica nell’ambito del Comune di Caserta, come del pari dovranno individuarsi le dotazioni organiche e gli uffici centrali della nuova Soprintendenza.
Non consola quanto tramandato dalla memoria collettiva circa la precedente, e traumatica, separazione di Pompei da Napoli a seguito del terremoto del 1980.
Non solo il contesto è cambiato, ma ci si augura che anche le metodologie di intervento siano improntate a criteri di efficienza, efficacia e trasparenza aggiornati al principio di responsabilità che lentamente si sta facendo strada nella gestione della cosa pubblica in Italia.
I Beni Culturali sono per la Terra di Lavoro e per il Beneventano una delle poche risorse immediatamente utilizzabili non solo per innalzare i livelli di qualità della vita dei cittadini residenti, ma anche per costruire uno sviluppo sostenibile e duraturo di attività di accoglienza e turistiche, verso le quali entrambi i distretti sembrano vocati per l’indiscutibile bellezza del territorio che, nonostante tutto, ha mantenuto il fascino di un paesaggio ancora largamente simile a quello goduto dai più antichi abitanti della Campania, amato da Federico II, ricercato per le dimore agresti dai nobili della corte napoletana del XV e XVI secolo, prestigiosa sede di caccia dei re di Napoli.
Chi scrive è abituato ad operare nel silenzio, come si dice “a testa bassa”, animato solo dallo spirito di servizio e dal senso di responsabilità verso i beni archeologici della regione e in ossequio alla necessità non solo di preservarli per il futuro, ma anche di consegnarli alle cure di chi è il primo erede di una storia tanto illustre e complessa: i cittadini.
Queste pagine vogliono richiamare l’attenzione sulla delicatezza del momento, sull’importanza delle scelte che saranno operate e sulla necessità che il territorio tutto partecipi di tali decisioni che potranno avere conseguenze concrete tanto in termini positivi, quanto in termini negativi.
Qualora il nuovo organo non venisse dotato delle risorse necessarie e sufficienti per un buon funzionamento, ovvero non si attrezzasse per sostenere l’elevato livello di tutela e di iniziative attuali, le conseguenze non tarderebbero a manifestarsi.
L’impianto culturale che dipende dalla Soprintendenza è caratterizzato da una struttura diffusa sul territorio, funzionante a regime attraverso la maglia di distribuzione della sede di Napoli. Da oggi tutto ciò è posto in una situazione di fragilità estrema, che ci si augura cessi al più presto sostituita da un’alacre opera di rafforzamento delle fondamenta stesse dell’edificio, nonché dalla creazione di un ufficio centrale che sia in grado di coordinare e dirigere in armonia e con efficienza la nuova Soprintendenza per non vanificare i risultati di decenni di impegno dell’Amministrazione e garantire la continuità e l’esercizio delle attività con gli standard oramai acquisiti.

I Funzionari Direttori Archeologi Coordinatori degli Uffici per i Beni Archeologici dell’area casertana:
Elena Laforgia, Colonna Passaro, Valeria Sampaolo, Antonio Salerno, Francesco Sirano, Enrico Angelo Stanco, Luigi La Rocca, Maria Grazia Ruggi d'Aragona; Luigina Tomay.

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3 aprile 2008

Onore al merito

Riceviamo e pubblichiamo la presa di posizione della DIRSTAT sul tema delle nomine.

Il Ministero per i Beni culturali e ambientali si sta riorganizzando per la quinta volta dal 1975 (quattro volte nel decennio 1998- 2008, quindi in media una riorganizzazione ogni due anni e mezzo).
Via via che il Ministero si riorganizza aumentano le sue direzioni generali e/o gli uffici retribuiti come Direzioni generali.
Guardando il sito dello stesso Ministero sembra che attualmente le direzioni generali( e/o gli uffici retribuiti come Direzioni generali) siano ben 44.
Se non andiamo errati ognuno di questi uffici è retribuito circa 136.000 euro l’anno.
A queste Direzioni generali concorrono i più “bravi” che le ottengono. Anzi la bravura è proprio risultante dal dato oggettivo dell’ottenimento dell’ufficio.
I criteri, poi, con cui un ufficio viene considerato di livello dirigenziale generale appaiono misteriosi.
Altrettanto misteriosi appaiono i criteri con cui un ufficio di livello non dirigenziale è considerato di prima o di seconda posizione.
Altrettanto misterioso appare il criterio per cui una direzione generale dirige e coordina solo uffici anch’essi di livello generale e/o così retribuiti.
Su tutti poi incombe il disastro amministrativo per cui le risorse indispensabili a far funzionare gli ufficetti di livello non generale e di seconda posizione, in massima parte archivietti e bibliotechine e soprintenducce utilizzate solo dai cittadini che hanno il vizio di voler continuare a leggere, a studiare, a visitare e a passeggiare fra edifici antichi non fatiscenti e ben tenuti, mancano e, se anche ci sono, non sono amministrabili per via della progressiva scomparsa dei ragionieri e del personale amministrativo.
Eppure sono questi ufficetti, crediamo, il front office dei nostri beni culturali e questi ufficietti meriterebbero di essere governati in modo attento da capi che conoscano le persone per nome e cognome con la loro storia antica e recente. Non come numeri.
Quindi onore al merito dei tanti dirigenti che sono stati, in questi giorni di rinnovi contrattuali, trattati come nessun altro viene trattato nel nostro Ministero.
Che non hanno ricevuto dai loro capi, diretti e indiretti, vecchi e nuovi, passati e futuri, politici e amministrativi, nemmeno una telefonata, nemmeno un personale biglietto da visita.
Un’informazione, una congratulazione, una personale nota di rammarico e di vicinanza.
Una richiesta di collaborazione o di consiglio.
Ci sono cose che non costano niente e che creano una squadra.
Cose che sopporti meglio se sei partecipe della decisione e ne comprendi lo scopo finale per il bene di tutti.
Scelte che assecondi se sono accompagnate da una spiegazione e in spirito di colleganza.
Un grazie per quello che hai fatto, una parola per quello che farai, il bisogno di conoscerti per quello che sei e che puoi o potresti fare fanno parte della stoffa vera dei capi e di chi dirige.
Nonostante le 44 dirigenze generali il Ministero per i Beni Culturali è, però, un Ministero distratto, privo di cultura dirigenziale.
Un Ministero in cui ogni tanto qualcuno si dà una manata sulla fronte e pone rimedio con una riorganizzazione ad una supposta dimenticanza .
Facendolo per lo più senza stile e senza cultura nonostante si trovi ad amministrare uno dei più importanti patrimoni culturali del mondo.

Il Direttore di Riforma amministrativa
Maria Concetta Petrollo Pagliarani

altre notizie su: http://www.dirstat.it/index.php

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2 aprile 2008

CONTINUA LA DURA PRESA DI POSIZIONE DELLA UILBAC


DICHIARAZIONE STAMPA DI GIANFRANCO CERASOLI SEGRETARIO GENERALE UIL BENI E ATTIVITA CULTURALI

RUTELLI E LE NOMINE MOLTE LE REGIONI PENALIZZATE

Rutelli continua a sostenere di non avere responsabilità sulle nomine ma non dice la verità poiché oltre ai “suggerimenti dati ai Direttori Generali Centrali e Regionali” per nominare gli “ appartenenti, gli omologati della prima e ultima ora”, vi sono 17 nomine che dipendono direttamente dalla sua penna e sono quelle previste dal comma 6 articolo 19 del decreto legislativo 165.01.
Vale a dire la possibilità di nominare Dirigenti anche Funzionari di area C dell’amministrazione.

Di questi a tutt’oggi ne ha nominati 13 ma nelle prossime ore nominerà anche gli ultimi 4 e sono collocati 7 presso Soprintendenze e uffici di Roma, 1 in Lombardia, 1 in Piemonte , 3 in Toscana, 1 in Veneto.

Vi sono regioni e territori importanti come la Sardegna, la Calabria, l’Abruzzo, il Molise, la Basilicata, il Friuli, le Marche che non si vedranno assegnare alcun Dirigente e anzi ve ne sono taluni che hanno il contratto e che stanno lavorando su aspetti delicati sulla tutela del territorio che corrono il rischio di non essere confermati.

L’assurdità di tale situazione risiede nel fatto che dopo aver varato il Codice le nomine fatte e quelle che si annunciano ad ore sembrano andare contro la sua attuazione.

Così non si va da nessuna parte , tutte le nomine vanno rimesse in discussione da chi vincerà le prossime elezioni .



Roma 02 aprile 2008

L’Ufficio Stampa

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31 marzo 2008

ASSEMBLEA GENERALE PERMANENTE


L'organizzazione e/o la razionalizzazione delle strutture non può prescindere dalle giuste esigenze dei lavoratori, che in nessun caso debbono essere considerati numeri.
Non si possono chiudere uffici territoriali storicizzati per giustificare la creazione di altri al cosiddetto "costo zero", che non è un'offerta speciale.
Non possono esistere riforme, modifiche, riorganizzazioni a costo zero e chi fosse eventualmente danneggiato dovrebbe essere compensato.
Anche l'eventuale disagio causato dovrebbe essere sempre accompagnato da un'effettivo miglioramento dei servizi offerti al pubblico, cosa che non sembra essere nelle reali motivazioni di queste scelte.
Riteniamo perciò di esprimere la nostra solidarietà anche in questo caso, nonchè condividere le giuste preoccupazione dei lavoratori dell'ex Soprintendenza BAPPSAE Salerno e Avellino/Certosa di Padula/Soprintendenza Archeologica in
ASSEMBLEA GENERALE PERMANENTE del Personale, di cui pubblichiamo il comunicato.

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La totale mancanza di regole e di criteri condivisibili per l'utilizzazione del Personale nelle costituenti Soprintendenze, rappresenta per la UIL BAC Salerno un pericoloso deficit politico – gestionale che offende e mortifica la dignità di ogni Impiegato, tanto dal punto di vista professionale che personale, che si denuncia con tono forte e con tutti gli strumenti a disposizone.
Nel processo di costituzione dei nuovi Uffici, le idee e le aspettative dei Lavoratori, devono essere la premessa insuperabile per realizzare entità Amministrative senza contraddizioni, conflitti che ricadrebbero negativamente, quanto immediatamente, sull'identità delle stesse a partire da domani.
L'obiettivo della UIL BAC Salerno, in questa fase di profondo, quanto oscuro cambiamento, è quello di pretendere che le decisioni e le scelte piu' importanti per la definizione dei criteri di mobilità del personale, siano definite dagli stessi Lavoratori – liberamente – e ritenute da tutti indicazioni vincolante e preliminare rispetto a tutte le decisioni che si renderanno necessarie per dare corpo e sostanza ai nuovi Uffici periferici.
Le scelte dei Lavoratori, sono il tessuto politico-sindacale su cui costruire il progetto complessivo di sviluppo delle nuove Soprintendenze, che ci auguriamo capaci di valorizzare un territorio che aspetta da anni risposte da un Ministero BAC senza identità e senza credibilità.
Pertanto, viene dichiariamo l'ssemblea generale e permanente del Personale come primo strumento di denuncia nonchè contenitore di informazione per tutti i Lavoratori.

Salerno 30/03/2008 Il Coord. UIL BAC Salerno

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LE NOMINE DEI DIRIGENTI - prima infornata.


DAL SITO UNSA

Pubblichiamo l'elenco aggiornato delle nomine alla data del 28 marzo,

ma ancora provvisorio, fornitoci dall'Amministrazione.

Non lo avremmo pubblicato se non fosse stato abbastanza attendibile ed inoltre, pensando alle tante aspettative ingenerate in questi giorni tra i diretti interessati ed il personale da notizie "di corridoio", ed in considerazione che siamo al termine della settimana e che comunque, entro il prossimo lunedì 31 marzo il tutto deve essere chiarito. Omettiamo per il momento ogni nostra considerazione tanto sulla situazione che sulle nomine effettuate.

Come vedete vi sono ancora Istituti ed Uffici centrali senza alcuna indicazione (in color Blu), poiché saranno coperti tramite l'applicazione ex comma 6, art. 19 del Decreto Legislativo n. 165/2001, nonché dai dirigenti ex comma 5. Le nomine verranno sciolte il prossimo lunedì 31 marzo.

Inoltre, per alcuni Istituti, le nomine verranno riservate ai vincitori del recente concorso dei Dirigenti Storici dell'arte e Bibliotecario e saranno operative dal prossimo 2 maggio.

AMMINISTRAZIONE CENTRALE

Gabinetto On. Ministro (n. 6)
- " congelato " (attualmente non disponibile, sarà conferito in seguito …)

- " congelato " (attualmente non disponibile, sarà conferito in seguito …)

- dott. A. Gatto
- dott.ssa G. Scattarelli
- dott. F. N. Antonelli
- dott. F. Carbonara

Segretariato Generale (n. 4)
Servizio I – Affari generali, tematiche trasversali, coordinamento : " congelato "
Servizio II – Osservatorio per le attività internazionali : " congelato "
Servizio III – Ufficio Studi : dott. A. Dentoni Litta
Servizio IV – Ispettorato : dott. F. Cristiano
Ispettore : dott. G. Bonazzi
Ispettore : dott.ssa S. Murianni
Ispettore : dott. E. Lo Sardo
Ispettore : dott. F. Giannone
Ispettore : dott.ssa M. Favara
Ispettore : dott.ssa A. Salerni
Ispettore : arch. S. Rezzi
Ispettore : dott.ssa V. Murtas
Ispettore : dott. G. Arezzo Di Trifiletti
Ispettore : " congelato "

Ispettore : " congelato "
Ispettore : " congelato "
Ispettore : " congelato "

Direzione generale per l'Organizzazione, l'Innovazione, la Formazione, la Qualificazione professionale e le Relazioni sindacali (n. 4)
Servizio I – Affari generali, sistemi informativi, tecnologie innovative : .…
Servizio II – Concorsi e assunzioni, mobilità, relazioni sindacali, formazione e aggiornamento

professionale del personale : dott.ssa C. Linares

Servizio III – Stato giuridico ed economico : dott.ssa C. Cassata

Servizio IV – Contenzioso e procedimenti disciplinari : dott. O. Spalla


Direzione generale per il Bilancio e la Programmazione economica, la Promozione, la Qualità e la Standardizzazione delle Procedure (n. 4)
Servizio I – Affari generali e bilancio : dott. G. Bilardi
Servizio II – Programmazione : ….
Servizio III – Qualità e standardizzazione delle procedure : dott.ssa M. Leone
Servizio IV – Comunicazione e promozione : congelato

Direzione Generale per i Beni Archeologici (n. 3)
Servizio I – Tutela del patrimonio archeologico : dott. A. Ardovino
Servizio II – Gestione e monitoraggio del patrimonio archeologico; promozione e valorizzazione

del patrimonio archeologico : dott. A. Robustelli
Servizio III – Affari generali e del personale : congelato

Direzione generale per i Beni architettonici, storico-artistici ed etnoantropologici (n. 4)
Servizio I – Affari generali, personale, programmazione e bilancio : dott.ssa M. Lorrai
Servizio II – Tutela del patrimonio architettonico : dott. R. Costa
Servizio III – Tutela del patrimonio storico-artistico ed etnoantropologico : congelato
Servizio IV – Musei, mostre e valorizzazione : ….

Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, per l'architettura e l'arte contemporanee (n. 5)
Servizio I – Affari generali, bilancio e contenzioso : dott. M. Cotone
Servizio II – Qualità e tutela del paesaggio : …
Servizio III - Pianificazione paesaggistica : …
Servizio IV – Architettura contemporanea : arch. M. Guccione
Servizio V – Arte contemporanea : …

Direzione Generale per gli Archivi (n. 4)
Servizio I – Affari generali, bilancio e controllo di gestione, risorse umane e relazioni sindacali :

dott. M. Cassetti
Servizio II – Tutela e conservazione del patrimonio archivistico : dott. M. Pastura
Servizio III – Valorizzazione, promozione, formazione e relazioni internazionali :

dott.ssa P. Ferrara
Servizio IV – Innovazione, tecnologia archivistica e progettualità comunitaria :

dott.ssa A. Bidolli

Direzione generale per i Beni librari, gli Istituti culturali e il Diritto d'autore (n. 4)
Servizio I – Affari generali, personale e bilancio : …
Servizio II – Patrimonio bibliografico statale e non statale : dott.ssa A. Benintende
Servizio III – Istituti culturali : dott.ssa R. Vinciguerra
Servizio IV – Diritto d'autore e vigilanza sulla SIAE : …

Direzione Generale per il Cinema (n. 4)
Servizio I – Affari generali e bilancio, programmazione, risorse umane, revisione cinematografica :

dott. N. Borrelli
Servizio II – Produzione, distribuzione, esercizio e industrie tecniche : dott. F. Ventura
Servizio III – Promozione delle attività cinematografiche : …
Servizio IV – Attività cinematografiche all'estero : dott.ssa M. D'Andrea

Direzione Generale per lo Spettacolo dal vivo (n. 3)
Servizio I – Attività liriche e musicali :
Servizio II - Attività teatrali : dott. M. Baraldi
Servizio III - Attività di danza, circensi e dello spettacolo viaggiante : dott. N. Colonelli


UFFICI PERIFERICI

Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Abruzzo (n. 4)
- Soprintendenza per i beni archeologici dell'Abruzzo – con sede a Chieti :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici dell'Abruzzo – con sede a L'Aquila :
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici dell'Abruzzo – con sede a

L'Aquila : dott.ssa A. Imponente
- Archivio di Stato di L'Aquila :

Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Basilicata (n. 4)
- Soprintendenza per i beni archeologici della Basilicata – con sede a Potenza : ...
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata – con sede a

Potenza : ing. A. Maurano
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici della Basilicata – con sede a

Matera :
- Soprintendenza Archivistica per la Basilicata – con sede a Potenza :

Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria (n. 4)
- Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria – con sede a Reggio Calabria :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Cosenza, Catanzaro e

Crotone – con sede a Cosenza :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Reggio Calabria e Vibo

Valentia – con sede a Reggio Calabria :
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici della Calabria – con sede a

Cosenza :

Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania (n. 12)
- Soprintendenza per i beni archeologici di Salerno e Avellino – con sede a Salerno :

dott.ssa M. L. Nava
- Soprintendenza per i beni archeologici per le province di Caserta e Benevento – con sede a

Caserta : dott. M. Pagano
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per Napoli e provincia – con sede a

Napoli : arch. S.Gizzi
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Salerno ed

Avellino – con sede a Salerno : dott. S. Abita
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Salerno e Avellino

– con sede a Salerno :

- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Caserta e Benevento

– con sede a Caserta : arch. E. Guglielmo
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Napoli

(con esclusione della città), Benevento e Caserta – con sede a Napoli :
- Soprintendenza archivistica per Campania – con sede a Napoli : dott.ssa M.R. De Divitiis
- Archivio di Stato di Napoli : dott.ssa F. De Negri
- Archivio di Stato di Caserta : dott.ssa I. Ascione
- Archivio di Stato di Salerno : dott.ssa M.L. Storchi
- Biblioteca Nazionale di Napoli : dott. M. Giancaspro

Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell' Emilia Romagna (n. 13)
- Soprintendenza per i beni archeologici dell'Emilia Romagna – con sede a Bologna :

dott. L. Malnati
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Bologna, Modena e

Reggio Emilia – con sede a Bologna :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Parma e Piacenza

– con sede a Parma :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Ravenna, Ferrara,

Forlì-Cesena e Rimini – con sede a Ravenna : dott. G. Cozzolino
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Bologna,

Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini – con sede a Bologna :
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Modena e

Reggio Emilia – con sede a Modena :
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Parma e

Piacenza – con sede a Parma : Dott.ssa L. Fornari Schianchi
- Soprintendenza archivistica per l'Emilia Romagna – con sede a Bologna : dott. E. Fregni
- Archivio di Stato di Bologna : dott.ssa E. Arioti
- Archivio di Stato di Modena :
- Archivio di Stato di Parma : dott. M. Dall'Acqua
- Biblioteca Estense universitaria di Modena :
- Biblioteca Palatina di Parma :


Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia (n. 5)
- Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia – con sede a Trieste :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia – con sede a

Trieste :
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia – con

sede a Trieste :
- Soprintendenza archivistica per il Friuli Venezia Giulia – con sede a Trieste : dott. P. D'Orsi
- Biblioteca statale di Trieste :


Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio (n. 16)
- Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio – con sede a Roma : dott.ssa M. Sapelli Ragni
- Soprintendenza per i beni archeologici dell'Etruria Meridionale – con sede a Roma :

dott.ssa A. Moretti
- Soprintendenza per i beni archeologici di Ostia Antica – con sede a Roma -Ostia Antica :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Roma (con esclusione

della città), Rieti e Viterbo – con sede a Roma : dott. G. Martines
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per il Comune di Roma – con sede a

Roma :

- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Latina e Frosinone – con

sede a Latina :

- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Lazio (con esclusione della

città di Roma) – con sede a Roma :

- Museo degli strumenti musicali :
- Soprintendenza archivistica per il Lazio – con sede a Roma : dott. D. Tamblè
- Archivio di Stato di Roma : dott. L. Londei
- Biblioteca Alessandrina di Roma :
- Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte di Roma : dott.ssa F. Romano
- Biblioteca di Storia Moderna di Roma : dott.ssa V. Valitutto
- Biblioteca Casanatense di Roma : dott.ssa A. Cavarra
- Biblioteca Angelica di Roma : dott.ssa M. Panetta
- Biblioteca Vallicelliana di Roma : dott.ssa M. Petrollo

Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Liguria (n. 6)
- Soprintendenza per i beni archeologici della Liguria – con sede a Genova :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Liguria – con sede a Genova :

arch. G. Rossini
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici della Liguria – con sede a

Genova :
- Soprintendenza archivistica per la Liguria – con sede a Genova :
- Archivio di Stato di Genova :
- Biblioteca universitaria di Genova : dott.ssa G. Giacobello


Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia (n. 10)
- Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia – con sede a Milano :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Milano, Lodi, Monza,

Pavia, Bergamo – con sede a Milano :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Varese, Como, Lecco,

e Sondrio – con sede a Milano :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Brescia, Cremona e

Mantova – con sede a Brescia : dott. L. Rinaldi
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Milano,

Bergamo, Como, Pavia, Sondrio, Lecco, Lodi e Varese – con sede a Milano :
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Mantova, Brescia

e Cremona – con sede a Mantova : dott. F. Trevisani
- Soprintendenza archivistica per la Lombardia – con sede a Milano :
- Archivio di Stato di Milano : dott.ssa M.B. Bertini
- Archivio di Stato di Mantova : dott.ssa D. Ferrari
- Biblioteca Braidense di Milano : dott. A. Aghemo

Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici delle Marche (n. 4)
- Soprintendenza per i beni archeologici delle Marche – con sede ad Ancona : dott. G. De Marinis
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici delle Marche - con sede ad Ancona :
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici delle Marche – con sede ad Urbino:

dott.ssa L. Mochi Onori
- Soprintendenza archivistica per le Marche - con sede a Ancona :

Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici del Molise (n. 4)
- Soprintendenza per i beni archeologici del Molise – con sede a Campobasso :

- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Molise – con sede a Campobasso :

- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Molise – con sede a

Campobasso :
- Soprintendenza archivistica per il Molise – con sede a Campobasso : dott.ssa E. Glielmo

Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici del Piemonte (n.6)
- Soprintendenza per i beni archeologici del Piemonte e del Museo antichità egizie – con sede a

Torino :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Piemonte – con sede a Torino :
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Piemonte – con sede a Torino :

dott.ssa C. Spantigati
- Soprintendenza archivistica per il Piemonte – con sede a Torino : dott.ssa P. Caroli
- Archivio di Stato di Torino : dott. M. Carassi
- Biblioteca nazionale di Torino : dott. R. Di Carlo

Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia (n.7)
- Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia – con sede a Taranto : dott. G. Andreassi
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Bari e Foggia – con sede

a Bari :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto

– con sede a Lecce :
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per la Puglia – con sede a Bari :

- Soprintendenza archivistica per la Puglia – con sede a Bari : dott.ssa M.C. Nardella
- Archivio di Stato di Bari :
- Biblioteca nazionale di Bari :

Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna (n.5)
- Soprintendenza per i beni archeologici per la Sardegna – con sede a Sassari :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Sardegna – con sede a Cagliari :
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici della Sardegna – con sede a

Cagliari :

- Soprintendenza archivistica per la Sardegna – con sede a Cagliari :
- Archivio di Stato di Cagliari : dott.ssa M. Ferrai

Sicilia (n. 3)
- Archivio di Stato di Catania : dott. A. Sparti
- Archivio di Stato di Palermo : dott. C. Torrisi
- Soprintendenza archivistica per la Sicilia – con sede a Palermo : dott.ssa G. Giordano

Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana (n. 17)
- Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana – con sede a Firenze : dott.ssa F. Lo Schiavo
- Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per

le province di Firenze (con esclusione della città, per le competenze sui beni storici, artistici

ed etnoantropologici), Pistoia e Prato – con sede a Firenze :

- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto – con sede a Siena :

- Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici di

Arezzo – con sede ad Arezzo :

- Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per le

province di Pisa e Livorno – con sede a Pisa : arch. G. Bulian

- Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per le

province di Lucca e Massa Carrara con sede a Lucca :

- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Siena e Grosseto

– con sede a Siena :

- Soprintendenza Archivistica per la Toscana – con sede a Firenze :

- Archivio di Stato di Arezzo : dott.ssa L. Cuffaro

- Archivio di Stato di Firenze : dott.ssa R. Manno Tolu

- Archivio di Stato di Livorno : dott. A. Attanasio

- Archivio di Stato di Lucca : dott. G. Tori

- Archivio di Stato di Pisa : " congelato "

- Archivio di Stato di Siena : dott.ssa C. Zarrilli

- Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze : dott.ssa F. Arduini

- Biblioteca Marucelliana di Firenze : dott.ssa M. Prunai

- Biblioteca statale di Lucca : dott. M. Paoli


Trentino Alto Adige (n. 1)
- Archivio di Stato di Trento, con compiti anche di Soprintendenza archivistica :

Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell' Umbria (n. 5)
- Soprintendenza per i beni archeologici dell'Umbria – con sede a Perugia :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici dell'Umbria – con sede a Perugia :

arch. G. Malchiodi
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici dell'Umbria – con sede a Perugia :

dr. A. Cicinelli
- Soprintendenza archivistica per l'Umbria – con sede a Perugia : dott. M. Squadroni
- Archivio di Stato di Perugia : dott.ssa C. Cutini

Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto (n. 9)
- Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto – con sede a Padova :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della città di Venezia e della laguna – con

sede a Venezia :
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Venezia, Belluno,

Padova e Treviso – con sede a Venezia : arch. G. Monti
- Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Verona, Rovigo e

Vicenza – con sede a Verona : dott.ssa S. Ferrari
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia,

Belluno, Padova e Treviso – con sede a Venezia : dott.ssa A. Spiazzi
- Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo

e Vicenza – con sede a Verona :
- Soprintendenza Archivistica per il Veneto – con sede a Venezia : dott.ssa G. Migliardi O'riordan
- Archivio di Stato di Venezia : dott. R. Santoro
- Biblioteca Marciana di Venezia :


ISTITUTI SPECIALI (n. 12)
- Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario :

dott.ssa A. Batori
- Istituto centrale per il catalogo e la documentazione : dott.ssa M.R. Salvatore
- Istituto centrale per gli archivi : dott.ssa D. Grana
- Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche:

dott.ssa R. Caffo
- Opificio delle Pietre Dure : dott. B. Santi
- Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi : dott. M. Pistacchi
- Museo nazionale preistorico "Luigi Pigorini" : dott.ssa M.A. Fugazzola
- Museo nazionale d'arte orientale :
- Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea : dott.ssa M.V. Marini Clarelli
- Istituto centrale per la etnoantropologia : dott.ssa S. Massari
- Istituto nazionale per la grafica : dott.ssa S. Papaldo
- Istituto superiore per la conservazione ed il restauro : dott.ssa C. Bon Valsassina;

/ Dirigente amministrativo : dott. A. Gagliardo
- Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei : dott. P. Guzzo
- Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma : dott. A. Bottini
- Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo

museale della città di Venezia e dei Comuni della Gronda lagunare : dott.ssa G. Nepi Scirè

- Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo

museale della città di Napoli : dott. N. Spinosa
- Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo

museale della città di Roma : dott. C. Strinati
- Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo

museale della città di Firenze : dott.ssa C. Acidini
- Archivio centrale dello Stato : dott. A. Ricci
- Biblioteca Nazionale Centrale di Roma : dott. O. Avallone

- Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze : dott.ssa A.I. Fontana
- Centro per il libro e la lettura : dott.ssa F. Cristiano

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