8 agosto 2011

COLOSSEO




Falso allarme bomba, grande paura al Colosseo Alemanno: "Metteremo telecamere e metal detector"






Perchè parlano a vanvera?
Tanto per fare la dichiarazione al giornalista di turno e poi tutto resta com'era!
Pensate a quante migliaia di turisti entrano giornalmente al colosseo, a quanti dector si dovrebbero posizionare e quanti armadietti si dovrebbero collocare per depositare gli oggetti metallici, qualche migliaio!
Ma ammesso che si mettano i detector, poi chi controlla e con quale autorità?
Infatti nessun custode può visionare il contenuto di una borsa perchè da molti anni, per risparmiare, è stata eliminata la qualifica di agente di pubblica sicurezza per il personale di custodia del ministero nonch'è l'indennità relativa all'uso delle armi.
Sino agli anni '80 tutti i custodi del ministero beni culturali sostenevano le prove di tiro con la pistola ed in ogni museo ed area archeologica era prevista la vigilanza armata almeno di notte.
Oggi quindi, si dovrà prevedere un servizio coordinato con le forze di polizia per ogni sito e museo, oppure con istituti di vigilanza e con quali soldi?
Certamente si può migliorare il livello di sicurezza prevedendo un migliore addestramento del personale in servizio oltre a determinare delle norme procedurali e di comportamento ed effettuando delle esercitazioni periodiche, ma soprattutto incrementando il numero degli addetti riaprendo le assunzioni bloccate da troppo tempo.

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4 aprile 2011

I risultati di un'intera stagione di riforme "nefaste"

Si sapeva da anni che questa sarebbe stata la fine dei beni culturali, nel bene e nel male!


Informazione tratta dal sito UILBAC
ESPOSTO DELLA UIL IN PROCURA E ALLA CORTE CONTI SUL RESTAURO
DEL COLOSSEO
Roma, 3 apr. - (Adnkronos) - La segreteria nazionale della
Uil Beni e Attivita' Culturali ha presentato un esposto-denuncia
alla Procura di Roma e alla Procura della Corte dei Conti
''affinche' faccia luce sulle eventuali responsabilita' penali
ed erariali dell'accordo 'segreto' concernente il c.d. restauro del
Colosseo''. Secondo la Uil, ''l'attivita' posta in essere dal commissario
delegato e in parte dalla stessa Soprintendenza, presenta profili di
dubbia legittimita'''.
''Nelle scorse settimane - spiega il sindacato - la Wolkswagen
ha avanzato la proposta di pagare 500.000 l'autorizzazione a
poter svolgere una campagna promozionale dei propri prodotti.
Il Mibac non ha potuto accettare poiche' in base all'accordo
stipulato il 21 gennaio tra il Commissario Roberto Cecchi,
la Soprintendenza e la Tod's di fatto i diritti circa l'utilizzo
del Colosseo sono stati ceduti. L'esempio della Wolkswagen
dimostra come l'accordo realizzato costituisca legittimamente
per la Tod's un affare a fronte dell'impegno a versare la
sponsorizzazione di 25 milioni di euro'', ed e' ''di fatto
una dismissione del Colosseo'', senza che ci sia stato
''un qualsiasi parere del Comitato Tecnico scientifico
dei Beni Archeologici''. Inoltre, sostiene la Uil, ''e' singolare'' che il
Commissario delegato abbia impegnato la Soprintendenza
''per un periodo che supera il proprio mandato'' e abbia
''affidato allo sponsor la diffusione all'estero dell'immagine del
Colosseo e delle iniziative ad esso legate tenuto conto che
il commissario delegato doveva operare in condizioni di
amministrazione 'ordinaria' e quindi l'accordo doveva essere
sottoposto alla registrazione e validazione della Corte dei Conti''.
''Per questi motivi la Uil chiede al neo Ministro Galan di rivedere,
rinegoziare l'accordo visto che si ha la netta sensazione che dentro
il Mibac operi una doppia amministrazione quella che fa capo al
Segretario Generale Cecchi peraltro pluri-commissario e
l'amministrazione corrente che viene spogliata di qualunque
competenza con uno Stato che di fatto ha venduto il Colosseo''.
(Rre/Pn/Adnkronos)
03-APR-11 15:52 NNN ANSA (POL) - 03/04/2011 -
17.39.00 COLOSSEO-DELLA VALLE: UIL, PROBLEMA E' RUOLO MIBAC

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18 dicembre 2010

commissione paritetica sulla vicedirigenza del MIBAC - scheda riassuntiva


PREMESSA

Nell’ambito del progetto di riforma della PA., partito intorno agli anni ’90 del secolo scorso con l’obiettivo di migliorarne l’efficienza e di ridurne i costi, è stata attuata quella che, con termine atecnico, è indicata come la c.d. privatizzazione del pubblico impiego, ossia la parificazione, sotto il profilo normativo e tecnico-operativo, del lavoro pubblico con quello privatistico.

La scelta del legislatore di operare in questo senso è scaturita dalla percezione che buona parte delle disfunzioni dell’organizzazione e dell’azione amministrativa fossero addebitabili ad un regime normativo troppo rigido e garantista per il lavoratore pubblico e che, quindi, l’applicazione di principi e criteri mutuati dal mondo privatistico avrebbe prodotto effetti positivi sull’efficienza e l’economicità dell’azione amministrativa.

Al fine di spingere sempre più nella direzione di realizzare un’organizzazione pubblica efficiente ed efficace e della separazione tra politica ed amministrazione, è stata attuata anche la riforma della dirigenza e la creazione della vicedirigenza che dovrebbe rappresentare l'area dei quadri direttivi dell'Amministrazione italiana, al pari di quanto previsto nel mondo del lavoro privato.

La vicedirigenza viene introdotta nell’ordinamento pubblico dalla c.d. legge Frattini (legge 15 luglio 2002, n. 145, recante “Disposizioni per il riordino della dirigenza statale e per favorire lo scambio di esperienze e l'interazione tra pubblico e privato”), che ha aggiunto al D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, contenente “Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”, l’art. 17-bis, rubricato Vicedirigenza .

Detta disciplina, sebbene prevista dal 2002 da norma di rango primario, non ha ad oggi trovato attuazione.

La mancata attuazione è stata qualificata dal tribunale di Napoli (sezione lavoro, nella sentenza del 3 febbraio 2009) condotta inadempiente e come tale viene percepita da quei lavoratori pubblici che troverebbero nel compimento della previsione normativa il riconoscimento dell’impegno sempre più articolato che si richiede ai funzionari pubblici e vedono negata la loro posizione e professionalità dall’inadempimento dei rappresentanti delle parti contrattuali.

Ciò ha determinando un susseguirsi di contenziosi sul valore precettivo o programmatico della norma, peraltro decisi in maniera non uniforme dai giudici e conseguente diversità di comportamenti anche nella pubblica amministrazione, tant’è che alcune Regioni hanno già istituito la nuova area (Puglia, Liguria, Sicilia).

STATO DELL’ARTE

L’art. 17-bis del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, nel testo attualmente vigente, stabilsce: “ La contrattazione collettiva del comparto Ministeri disciplina l'istituzione di un'apposita separata area della vicedirigenza nella quale è ricompreso il personale laureato appartenente alle posizioni C2 e C3, che abbia maturato complessivamente cinque anni di anzianità in dette posizioni o nelle corrispondenti qualifiche VIII e IX del precedente ordinamento. In sede di prima applicazione la disposizione di cui al presente comma si estende al personale non laureato che, in possesso degli altri requisiti richiesti, sia risultato vincitore di procedure concorsuali per l'accesso alla ex carriera direttiva anche speciale. I dirigenti possono delegare ai vice dirigenti parte delle competenze di cui all'articolo 17”.

L’art. 10 comma 3 della legge 145 del 2002 stabilisce che: “la disciplina relativa alle disposizioni di cui al comma 3 dell’articolo 17, che si applicano a decorrere dal periodo contrattuale successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, resta affidata alla contrattazione collettiva, sulla base di atti d’indirizzo del Ministro per la funzione pubblica all’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) anche per la parte relativa all’importo massimo delle risorse finanziarie da destinarvi”.

Pertanto, l’art. 10 ha rinviato la regolamentazione dell’istituzione di una nuova area al periodo contrattuale successivo a quello in corso, il 2002, essendo la data di entrata in vigore della legge quella di luglio 2002. Quindi, il periodo contrattuale successivo sarebbe andato a coincidere con il quadriennio successivo, 2006-2009.

In data 15-3-2006 il Dipartimento della funzione pubblica ha emesso l’atto d’indirizzo per il contratto collettivo nazionale quadro sulla definizione dei comparti di contrattazione collettiva delle amministrazioni dello Stato per il periodo 2006-2009,stabilendo che l’ARAN nell’occasione della stipula del presente contratto quadro dava attuazione a quanto previsto dall’art. 7 comma 3 della legge 145 del 2002 in ordine alla costituzione di un’apposita area per il personale della vice dirigenza

Nell’attuale fase di contrazione delle risorse, il legislatore è intervenuto in materia con una norma di interpretazione autentica finalizzata a produrre risparmi di spesa. Si tratta della legge 4 marzo 2009, n. 15 (recante “Delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e alla Corte dei conti”) che all’art. 8 prevede una “Norma interpretativa in materia di vice dirigenza” che recita: “L'articolo 17-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, si interpreta nel senso che la vicedirigenza è disciplinata esclusivamente ad opera e nell'ambito della contrattazione collettiva nazionale del comparto di riferimento, che ha facoltà di introdurre una specifica previsione costitutiva al riguardo. Il personale in possesso dei requisiti previsti dal predetto articolo può essere destinatario della disciplina della vicedirigenza soltanto a seguito dell'avvenuta costituzione di quest'ultima da parte della contrattazione collettiva nazionale del comparto di riferimento. Sono fatti salvi gli effetti dei giudicati formatisi alla data di entrata in vigore della presente legge.”

In ordine all'art. 8 della L.n. 15/2009, norma c.d. interpretativa, sottolineato chesolo in questa ipotesi l’applicabilità avrebbe efficacia retroattiva, si rileva che tale disposto conferma semplicemente il profilo dell’art. 39 della Costituzione, sottolineando la funzione di rappresentanza delle OO.SS. (di ambo le parti) alle quali è demandata la funzione di contrattazione collettiva come compito esclusivo.

Infatti, appare evidente che la norma menzionata possa attribuire alla contrattazione collettiva la regolamentazione materiale della vice dirigenza ex art. 17 bis Dgls 165/01, mantenendo comunque la natura precettiva prefigurata dal legislatore del 2002 e non semplicemente la ratio programmatica.

Il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (di Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni.) non ha modificato l’art. 17 bis delD.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, che resta ad oggi la disciplina fondamentale.

L’art. 17-bis stabilisce che “ La contrattazione collettiva del comparto Ministeri disciplina l'istituzione di un'apposita separata area della vice dirigenza”.

La previsione in un norma di rango primario di “un’apposita area separata” per la vicedirigenza rappresenta la volontà del legislatore di non ricomprendere questa categoria nel Contratto di comparto, bensì in una contrattazione specifica, nell'impossibilità di definire il rapporto di lavoro del personale direttivo mediante gli strumenti utilizzati dal contratto del personale livellato, in quanto il personale direttivo espleta compiti più vicini a quelli del dirigente piuttosto che a quelli degli impiegati.

In ordine all'attività istituzionale tesa alla predisposizione degli atti di indirizzo all'Agenzia per la rappresentanza delle pubbliche amministrazioni, ai fini dell'istituzione dell'area della vice dirigenza, il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, con risposta scritta, pubblicata lunedì 1 marzo 2010 nell'allegato B della seduta n. 291 all'Interrogazione 4-05740 presentata da Luigi Bobba, ha precisato che “il Dipartimento funzione pubblica, in qualità di comitato di settore, ha adempiuto attraverso l'emanazione di un apposito atto di indirizzo all'Agenzia per le rappresentanze delle pubbliche amministrazioni, del 15 marzo 2006 (atto quadro sulla composizione dei comparti di contrattazione), in cui era contenuta una precisa indicazione per la costituzione dell'area vicedirigenziale nel comparto Ministeri. Analogamente si è disposto attraverso l'atto di indirizzo del 7 maggio 2007, relativa al Contratto collettivo nazionale del lavoro del comparto Ministeri 2006-2009”.

Poiché secondo la norma interpretativa dell’art. 17 bis la contrattazione collettiva nazionale del comparto di riferimento “ ha facoltà di introdurre una specifica previsione costitutiva al riguardo” e preso atto dal sito ARAN (comunicato del 21 settembre 2010) che è in corso la trattativa relativa al contratto collettivo quadro per la definizione dei comparti di contrattazione e aree dirigeziali triennio 2010 – 2012, appare urgente sollecitare l’Amministrazioni e le OOSS perché avviino la trattativa per l’istituzione dell’apposita area.

In proposito, vanno verificate le resistenze delle parti sociali e considerate le possibili ripercussioni per l’Amministrazione e per le rappresentanze sindacali.

CONCLUSIONI

Alla luce di quanto sopra esposto si invita perciò l’Amministrazione ad attivare la procedura per l’avvio del confronto con le OO.SS., come da normativa vigente.

SENTENZE FAVOREVOLI

Sentenza Tribunale Sentenza Tribunale di Roma n.4399/08;

Sentenza Tribunale di Roma n. 12847/2009;

Sentenza Tribunale dell’Aquila 229/10

Sentenza Tribunale di Napoli n. 1276/10 del 19.1.2010

UNA LINEA INTERPRETATIVA SEGUITA DAL TRIBUNALE DI ROMA, CHE DISAPPLICA LA LEGGE 15/2009 E RICONOSCE LA TITOLARITA' DELLA VICEDIRIGENZA COME DIRITTO SOGGETTIVO, RIMETTE TUTTO IN DISCUSSIONE.
INOLTRE LA SENTENZA n. 229/2010 del Tribunale di L'Aquila, del 7 luglio 2010, ha accolto il ricorso di alcuni dipendenti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e per l'effetto ha dichiarato il diritto dei ricorrenti a essere inquadrati nell'area della vicedirigenza di cui all'art. 17 bis del D.Lgs. n. 165/01 "con tutte le conseguenze giuridiche ed economiche". La sentenza 229/2010 segue le n. 97/2010, 98/2010, 99/2010 e 167/2010 dello stesso Tribunale di L'Aquila che pure hanno ritenuto che la pubblica amministrazione si è mostrata inadempiente.

SENTENZA n. 229/2010 DEL TRIBUNALE DI L'AQUILA DEL 7 LUGLIO 2010 ...

SENT. 229/10
r.g. 566/08
CRON. 1455/10

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI L'AQUILA

Il Giudice del Lavoro presso il Tribunale di L'Aquila dr. Italo Radoccia, visto l'art. 281 sexies, nella causa civile di prima istanza iscritta al numero in epigrafe del Ruolo Generale Affari Contenziosi
TRA
......., - ricorrenti

elettivamente domiciliati in L'Aquila alla via ... presso lo studio dell'Avv. .... e rappresentato e difeso dall'avv..... giusta delega in atti;

E

Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti - contumace

Oggetto: inquadramento superiore

ha pronunciato la seguente

SENTENZA E CONTESTUALE MOTIVAZIONE

Il ricorso è fondato e merita accoglimento per le ragioni di seguito esposte.
I ricorrenti hanno agito in giudizio chiedendo il diritto alla qualifica ex art. 17 bis del D.Lgs. 165/01, introdotto dall'art. 7 comma 3 della legge 145/02 che prevede la figura della Vicedirigenza.
In base alla citata norma, infatti, la contrattazione collettiva del Comparto Ministeri disciplina l'istituzione di un'apposita area della vicedirigenza nella quale è ricompreso il personale laureato appartenente alle posizioni C2 e C3 che abbia maturato complessivamente cinque anni di anzianità in dette posizioni o nelle corrispondenti qualifiche VIII e IX.
L'art. 10 comma 3 della legge 145 del 2002 stabilisce che: "la disciplina relativa alle disposizioni di cui al comma 3 dell'art. 17, sopra citato, che si applicano a decorrere dal periodo contrattuale successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, resta affidata alla contrattazione collettiva, sulla base di atti d'indirizzo del Ministro per la funzione pubblica all'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) anche per la parte relativa all'importo massimo delle risorse finanziarie da destinarvi.
Pertanto l'articolo 10 differiva la regolamentazione dell'istituzione di una nuova area al periodo contrattuale successivo a quello in corso, quale il 2002, essendo la data di entrata in vigore della legge quella di luglio 2002. Quindi il periodo contrattuale successivo sarebbe andato a coincidere con il quadriennio successivo, 2006-2009.

In ottemperanza a quanto disposto da tale ultimo articolo il Dipartimento della funzione pubblica ha emesso l'atto di indirizzo per il contratto collettivo nazionale quadro sulla definizione dei comparti di contrattazione collettiva delle amministrazioni dello Stato per il periodo 2006-2009, stabilendo che l'ARAN nell'occasione della stipula del presente contratto quadro dava attuazione a quanto previsto dall'art. 7 comma 3 della legge 145 del 2002 in ordine alla costituzione di un'apposita area per il personale della vicedirigenza e che circa la decorrenza dell'inquadramento va considerato quanto disposto dall'art. 10 della legge 145 del 2002 che stabilisce che le disposizioni in oggetto si applicano a decorrere dal periodo contrattuale successivo a quello in corso che dovrà essere fatto coincidere con la stipula dei contratti collettivi relativi al quadriennio 2006-2009 e primo biennio 2006-2007.
Solo con la legge 266 del 2005 è stata poi disposta la copertura di spesa per l'attuazione dell'art. 17 bis citato.

Sulla base di tali disposizioni appare evidente che all'art. 17 bis non può essergli riconosciuta una portata precettiva proprio perchè il legislatore ha voluto prevedere una fattispecie graduale a formazione progressiva demandata all'autonomia negoziale sulla base dell'atto di indirizzo posto in essere dal Ministero.

Il diritto della parte ricorrante nasce solo nel momento in cui si perfeziona l'iter con l'emanazione del sopra indicato atto di indirizzo, intervenuto nel marzo 2006, senza il quale la contrattazione collettiva non avrebbe potuto intervenire a disciplinare la materia a essa demandata.
Si può dunque ritenere che solo a seguito dell'emanazione del predetto atto si possa parlare di diritto dei ricorrenti ad ottenere l'inquadramento nella qualifica della vicedirigenza essendo a quella data intervenuta la copertura finanziaria e non avendo, invece, la contrattazione disciplinato l'area nella tornata contrattuale 2006-2009.

Pertanto, proprio dalla mancata regolamentazione dell'area della vicedirigenza con il CCNL 2006-2009 la P.A. si è mostrata inadempiente a quanto demandato e dal termine imniziale di validità del CCNL invocato nasce la responsabilità in capo all'amministrazione relativa al mancato riconoscimento ai ricorrenti del diritto all'inquadramento, pertanto non può non affermarsi la nullità del contratto collettivo nella parte in cui non prevede alcunchè.
I ricorrenti hanno maturato il diritto all'acquisizione nel quadriennio 2006-2009 allorchè siano trascorsi 5 anni dall'ingresso nella qualifica C2 ovvero C3 e in tale caso dal giorno 19/7/2007, come risulta documentalmente provato.

In ragione della novità giuridica della materia e del prevedibile contrasto giurisprudenziale, dichiara integralmente compensate tra le parti le spese di lite.

P.Q.M.

Definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso e per l'effetto dichiara il diritto dei ricorrenti a essere inquadrati nell'area della vicedirigenza di cui all'art. 17 bis del D.Lgs. n. 165/01 con tutte le conseguenze giuridiche ed economiche; dichiara interamente compensate tra le parti le spese di lite.
Così deciso a L'Aquila, nell'udienza del 7/7/2010.

Il Giudice Dott. Italo Radoccia

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5 giugno 2010

INCREDIBILEEEEEEE……….


La nuova Direzione del Mibac

La nuova Direzione del Mibac

Nel 2007 organizzammo ben due ricorsi al Capo dello Stato contro il bando di concorso del ministero per i beni e le attività culturali per ….. varie qualifiche nel ruolo dei dirigenti (nello specifico architetti Soprintendenti) di cui non si seppe nulla, passarono gli anni partecipammo al concorso ed impugnammo anche la graduatoria, ma questa volta depositammo il tutto direttamente al Consiglio di Stato insieme con la copia del precedente ricorso contro il bando “illo tempore” depositato al Mibac.

Il Consiglio di Stato richiese al ministero le motivazioni per le quali non avesse mai inoltrato le controdeduzioni al primo ricorso (nei termini di legge), fissando l’udienza di merito il 24 maggio 2009.

Ora dopo quasi un anno il CdS pubblica la sentenza allegata contraria ai ricorrenti, sostenendo tra le altre argomentazioni che non sia stato impugnato il bando.

Ma guarda caso, il ricorso presentato è avverso:

a) il bando e l’integrazione del bando;

b) le graduatorie;

c) le nomine della commissione di concorso;

d) tutti gli ulteriori e diversi provvedimenti.

Le ragioni della reiezione – che consta di circa 4 paginette per scrivere le quali il Consiglio di Stato ha impiegato circa un anno dalla adunanza (“udienza”) del 27 maggio 2009 – secondo me il livello del contenuto della decisione è pari a quello della forma con la quale si indirizza la sentenza alla “Direzione Genitale”
Chissà se il ministro Bondi e il ministro Brunetta (nonostante i tagli) siano a conoscenza dell’esistenza di questa nuova Direzione ministeriale.

Il commento lo lasciamo ai lettori, ma la domanda nasce spontanea: è possibile, in uno stato di diritto, che il ministero riceva due ricorsi al Capo dello Stato, uno a firma USPPI TECSTATministeri ed uno a firma di 7 architetti dell’amministrazione entrambi, regolarmente acquisiti e protocollati e non adempia tempestivamente al deposito, in modo tale da far decorrere più di un anno dalla data della sua proposizione?

Possibile che nella sentenza si sostenga che non sia stato impugnato il bando e si richiami ad un indefinito e non noto parere ministeriale del 1 aprile 2009 (che possibilmente chiederemo di acquisire).

Inoltre vorremmo sapere perché non c’è risposta al ricorso dell’USPPI, chi ha deciso di non rispondere?

Il segretario Generale
Arch. Danilo De Girolamo

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8 agosto 2009

MIBAC - Nomine dei Direttori Generali


mercoledì, agosto 05, 2009

RIPORTIAMO IL COMUNICATO DELL'UNSA

Si è conclusa la fase di predisposizione delle nuove nomine dei Direttori Generali, Centrali e Regionali, che potranno formalmente prendere possesso della carica dal 6 agosto 2009.

L'elenco completo al momento è così delineato:

Mario Resca alla guida della nuova direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, Roberto Cecchi alla nuova direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanea, Antonia Pasqua Recchia alla nuova direzione che accorpa bilancio e personale sono le principali novità, del resto ampiamente annunciate nei mesi scorsi, contenute nelle nomine indicate oggi dal ministro dei beni culturali Sandro Bondi.

Nel documento, che stasera arriverà sul tavolo del ministro della funzione pubblica Renato Brunetta, viene indicata la riconferma del segretario generale del ministero, Giuseppe Proietti (già nominato dal consiglio dei ministro del 31 luglio).

All'ufficio dirigenziale di livello generale presso il Gabinetto del Ministro, viene indicato Mario Guarany (vice capo di gabinetto); All'ufficio dirigenziale di livello generale presso il Gabinetto del Ministro/Ufficio legislativo viene indicato Gino Famiglietti (vice capo legislativo)

Alla direzione generale per le antichità viene riconfermato Stefano De Caro (che i rumors davano fino all'ultimo in partenza per la Calabria); Confermati i direttori generali di cinema e spettacolo dal vivo, così come Luciano Scala che resta alla direzione generale per gli archivi e Maurizio Fallace alle biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d'autore.

Al Secin (servizio controllo interno) e' indicato Pietro Graziani. Dirigenti Generali di Staff sono Anna Maria Buzzi, Alfredo Giacomazzi, Bruno De Santis.

Qualche novità anche nelle direzioni regionali: in particolare in Campania, dove arriva Gregorio Angelini (profondo conoscitore della burocrazia e dei meccanismi di finanziamento europei) in Toscana, dove va Maddalena Ragni ( era direttore generale al bilancio) nel Lazio dove, dopo le dimissioni di Luciano Marchetti (per dedicarsi interamente al ruolo di vicecommissario di protezione civile per i beni culturali d'Abruzzo) arriva Mario Lolli Ghetti, in Calabria, dove va Francesco Prosperetti (ex direttore della Parc), Paolo Scarpellini Direttore Regionale delle Marche, e Laura Napoleone Direttore Regione della Basilicata

Dall'elenco reso pubblico se non vi sono variazioni a riguardo risulterebbero confermati tutti i restanti incarichi a suo tempo conferiti.

Inoltre, non ci resta che attendere le nomine e le conferme dei Soprintendenti, e dei Direttori di Archivi e Biblioteche che potranno essere fatte presumibilmente dal 13 agosto p.v..

Sarà nostra cura tenervi aggiornati in merito, qualora ci fossero altre novità.

Con l'occasione si inviano cordiali saluti

IL SEGRETARIO NAZIONALE

(Dott. Giuseppe Urbino)

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20 giugno 2009

LA RIFORMA AGGRAVA I PROBLEMI DEI BENI CUTURALI


ANSA (SPE) - 12/06/2009 - 18.01.00

UIL, RIFORMA AGGRAVA PROBLEMI MINISTERO (ANSA) - ROMA, 12 GIU - Con la riforma del ministero dei beni culturali approvata oggi dal Consiglio dei ministri, ''i problemi del ministero non solo rimangono insoluti ma addirittura si aggravano''. Lo denuncia la Uil beni culturali, che critica la nuova organizzazione voluta da Bondi e annuncia come ulteriore aggravio l'arrivo per la fine di luglio di ''una tonnellata di nomine''. L'aver mantenuto una struttura pesante al centro, commenta il segretario generale del sindacato Gianfranco Cerasoli, ''determina ancor di piu' l'appesantimento della macchina burocratica poiche' non e' sostenibile che per approvare un intervento sul territorio si continuino a dover effettuare ben 7/8 passaggi. La semplificazione non e' nella cultura del Mibac e di chi ha voluto la riforma''. La nuova Direzione Generale per la valorizzazione, sostiene Cerasoli, ''entrera' da subito in competizione ed in contenzioso con le altre Direzioni Generali e le Direzioni Regionali vista la capacita' 'di assorbenza' del neo Direttore in pectore Mario Resca . Lo stesso Resca avra' problemi vista la penuria di risorse che c'e' tanto piu' che i suoi appelli rivolti al Governo per una politica di defiscalizzazione, cadono nel vuoto. Il rapporto tra i diversi centri di responsabilita' - aggiunge il sindacalista - ai fini della tutela e' vischioso e non produce risultati. A tutto cio' - conclude Cerasoli - si aggiunge la tonnellata di nomine che si faranno alla fine di luglio primi di agosto di Direttori Generali centrali e regionali, Soprintendenti e Dirigenti in un quadro di grandissima confusione con un Ministro totalmente assente dai problemi ed un Sottosegretario che si occupa solo della citta' di Roma quasi con un ruolo da Commissario''.(ANSA). LB 12-GIU-09 17:53 NNN

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10 giugno 2009

CHE GRAN CASINO ....

CHE GRAN CASINO ....

Sfido chiunque a capire cosa sta succedendo nel ministero per i beni culturali, o almeno a comprendere che cosa si nasconde dietro la sintetica circolare della UILBAC a firma del segretario Cerasoli.

Il caos è talmente dominante che anche chi è dentro alle recondite storie ministeriali non riesce a tenerne le fila.

Ringraziamo Cerasoli per il tentativo.


SCORRIMENTI CONCORSI DIRIGENTI IDONEI – SOSPENSIVA CONSIGLIO DI STATO CONCORSO DIRIGENTI ARCHEOLOGI.

Come vi avevamo anticipato il Dpcm autorizzativo per l’assunzione di 25 unità dai concorsi per Dirigenti è ormai acquisito dal Mibac che ha tutta l’intenzione di procedere alle nomine prima ancora dell’entrata in vigore del nuovo regolamento e prima ancora che si ridisegni l’articolazione centrale e periferica del Ministero.

Vi avevamo anche informato che la chiamata degli idonei era condizionata dall’esito del ricorso pendente presso il Consiglio di Stato del concorso da Dirigente archeologo.

Il Consiglio di Stato nella seduta di venerdì scorso si è pronunciato accogliendo la richiesta di sospensiva avanzata dal Mibac.

Tale decisione , come è nella logica delle cose ha visto formarsi due fronti tra quanti non volevano che il concorso venisse annullato , come nel caso dei vincitori a fronte di quanti ritengono che il concorso avesse una serie di illegittimità che il Tar del Lazio, almeno per la parte relativa alla composizione della Commissione d’esame, aveva accolto.

Il Mibac sarebbe di parere avverso poiché l’appello fatto con la richiesta di sospensiva era stato presentato proprio poiché è intenzionato ad effettuare le nomine.
Rispetto ad una tale situazione, molto complicata, si colloca la necessità di fare le nomine dei 25 idonei su cui pesa enormemente il problema degli archeologi.

Infatti, quasi a non volersi far mancare nulla su tale categoria esiste anche il problema di un altro concorso poiché il Consiglio di Stato in sede consultiva per i ricorsi amministrativi straordinari al Capo dello Stato sembra abbia definitivamente ed inoppugnabilmente annullato le nomine di Sapelli, Salvatore, Nava.

Non solo alla fine del mese scadono anche i contratti ex comma 5 d.lgv.vo 165/01 dei Dirigenti archeologi provenienti dalla regione Sicilia.
Insomma il caos più assoluto mentre le Soprintendenze archeologiche ma anche quelle ai Beni Architettonici e al patrimonio storico artistico sono prive di Dirigenti titolari con problemi di gestione e di contenziosi visti i risultati prodotti dagli interim.

Non solo , appena sarà approvato l’atto Senato 1167 ci saranno ulteriori posti vacanti.
Il Mibac per la vicenda degli archeologi sembra voler procedere attraverso un parere dell’ufficio Legislativo.
Tra l’altro, qualunque decisione dovesse assumere il Mibac c’è da ricordare che l’autorizzazione a chiamare i 25 idonei non è infinita poiché scade comunque il 31 dicembre 2009.
Tuttavia una decisione la dovrà assumere per stabilire la ripartizione interna tra le diverse categorie professionali.
Infatti noi siamo dell’avviso che lo scorrimento delle graduatorie debba riguardare tutte le professionalità quali quella degli Architetti, Storici dell’Arte( vecchio concorso) , Bibliotecari,Archivisti e Archeologi .

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8 aprile 2009

INIZIATIVA SINDACALE A SOSTEGNO DELLE AREE TERREMOTATE

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APPRENDIAMO DAL SITO DELLA UIL BENI CULTURALI E RILANCIAMO L'INIZIATIVA SINDACALE A SOSTEGNO DELLE AREE TERREMOTATE DELL'AQUILANO, CI ASSOCIAMO AL CORDOGLIO DELLE VITTIME E ALLA PROPOSTA CONFEDERALE. INVITIAMO TUTTI AD ADERIRE, RENDENDOCI DISPONIBILI DA SUBITO A FORNIRE LA NOSTRA PROFESSIONALITA' QUALI INGEGNERI E ARCHITETTI DELLO STATO, A DISPOSIZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE PER GLI INTERVENTI DI CENSIMENTO, VALUTAZIONE DEI DANNI, LA PROGETTAZIONE E RESTAURO DEL PATRIMONIO CULTURALE DANNEGGIATO.

IL SEGRETARIO GENERALE

ARCH. DANILO DE GIROLAMO


Le Segreterie Nazionali CGIL – CISL – UIL esprimono dolore e cordoglio per le vittime del catastrofico sisma che ha colpito la regione Abruzzo e hanno deciso di assumere una iniziativa congiunta di aiuto alle popolazioni delle zone terremotate che sia efficace e tempestiva.

In analogia con gli interventi concordati in occasione di altre calamità naturali, CGIL – CISL – UIL prenderanno contatto con le Associazioni datoriali per favorire la raccolta della sottoscrizione volontaria di 1 ora di lavoro tramite apposita delega attiva da parte delle lavoratrici e dei lavoratori con la quale verrà autorizzata la trattenuta sulla prima busta paga utile e per sollecitare i datori di lavoro ad assumere analoga iniziativa di raccolta dei fondi.

A tale fine CGIL – CISL –UIL hanno aperto il conto corrente bancario n. 12.000 intestato “CGIL CISL UIL terremoto Abruzzo 2009” presso UGF Banca, filiale 157 Roma , con codice IBAN IT23WW0312705011CC1570012000, sul quale far confluire la raccolta, che costituirà un fondo da utilizzare per affrontare i gravi problemi relativi alla ricostruzione.

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21 marzo 2009

ADDIO COMPETENZE PROFESSIONALI

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA SEGNALAZIONE DEL COLLEGA CHE EVIDENZIA L'ENNESIMA E GRAVISSIMA SITUAZIONE PER LA QUALE SARA' NECESSARIO INTRAPRENDERE DELLE FORTI INIZIATIVE DOPO UNA ATTENTA E APPROFONDITA VALUTAZIONE.

INVITIAMO I COLLEGHI ARCHITETTI, INGEGNERI GEOMETRI HA INVIARE LE LORO CONSIDERAZIONI IN MERITO A QUANTO SEGNALATO, ANALOGO INVITO VERRA' RIVOLTO ALLE OOSS PIU' RAPPRESENTATIVE.

IL SEGRETARIO GENERALE

ARCH. DANILO DE GIROLAMO



RIQUALIFICAZIONE – ENNESIMO ATTO
ACCORDI NAZIONALI DEL 13 MARZO 2009

“Pane e libertà”, così titolava la fiction trasmessa da Raiuno dedicata a Giuseppe Di Vittorio: oltre 5 milioni di telespettatori con il 23% di share che in gergo significa (dicono gli esperti di comunicazione) un grande successo per il genere.
Persona fra gli esponenti più autorevoli della storia del sindacato italiano del dopoguerra, la cui parabola biografica ben si coniuga con i grandi processi di trasformazione economica e politica dell’Italia nei primi anni cinquanta del Novecento, bracciante poverissimo e autodidatta, protagonista della rinascita del sindacato libero e democratico, Segretario Generale della CGIL tra il 1944 e il 1948, aveva quale principio ispiratore l’affermazione del “valore sociale e culturale del lavoro” e tra i suoi obiettivi l’autonomia, la democrazia e l’unità del sindacato nonché una disposizione rigorosamente pluralistica e apartitica.

Sentivo il dovere di tale premessa prima di introdurre l’odierno ragionamento che, senza nasconderlo, è anche di interesse personale ed è rivolto ai tutti i colleghi architetti (ex area C e quelli in attesa di andarci?); mi scuso, quindi, con tutti gli altri colleghi che non saranno interessati ai quali rivolgo cortese comprensione.

Il 13 marzo 2009 sono stati sottoscritti gli Accordi Nazionali tra l’Amministrazione e le OO.SS. che hanno riguardato, in particolare, l’individuazione dei profili professionali della terza area (ex C) con relative declaratorie dei profili professionali di “FUNZIONARIO PER LE TECNOLOGIE” e “FUNZIONARIO DIAGNOSTA”, ex CAPOTECNICI.
Per quanto riguarda il testo integrale dell’accordo rimando alla circolare n. 81 del 16 marzo 2009, in questa “finestra” voglio, invece, porre in evidenza alcuni aspetti che ritengo estremamente significativi.

Nell’individuare i citati profili, si è tenuto innegabilmente conto delle giuste aspettative del personale che non aveva finora visto la possibilità di partecipare ai processi di riqualificazione, quindi, nulla osta in tal senso.
Tuttavia, mi sia permesso di recriminare sulle competenze e la connotazione dei nuovi profili approvati che, sebbene in taluni casi vengono presentate, precedute ed intrise dalle paroline magiche tipo “collaborazione,

coopera, analizza”, nell’ambito dell’Amministrazione e della normativa sui beni culturali, per contratto possono svolgere attività quali:
“progettare, dirigere, collaudare, gestire la tutela paesaggistica, esaminare progetti di consolidamento presentati da terzi con verifica della congruità e della corretta esecuzione dei relativi lavori, verificare il rispetto della sicurezza nei luoghi di lavoro e redigere il piano di sicurezza con responsabilità diretta, consulente tecnico, perito, arbitro”.
PER TUTTI QUESTI COLLEGHI DA RIQUALIFICARE NEI SUDDETTI PROFILI, NON SARA’ NECESSARIO POSSEDERE LA LAUREA, L’ABILITAZIONE O L’ISCRIZIONE AGLI ORDINI PROFESSIONALI, MENTRE PER L’ACCESSO DALL’ESTERNO E’ INDISPENSABILE POSSEDERE LA LAUREA SPECIALISTICA.

Bene, appare fin troppo evidente che l’Amministrazione e le OO.SS. firmatarie, hanno perpetrato l’ennesimo, specioso, seducente inciucio; infatti, se, come detto, non deve mettersi in discussione l’opportunità di garantire la possibilità di riqualificarsi ai dipendenti e colleghi finora esclusi dai processi di riqualificazione, non può non rilevarsi l’assurdità del percorso scelto per la definizione delle competenze che, ricalcano spudoratamente e senza vergogna quelle attinenti a profili di architetto, ingegnere, ecc., la cui formazione professionale è data, appunto, da titoli specialistici e iscrizione ad albi professionali.
Allo stato delle cose, credo che, forse, sarebbe il caso di proporre alle parti firmatarie medesime di destinare parte del F.U.A. (utilizzato naturalmente anche per tali riqualificazioni) per dare incarico alla N.A.S.A. (l’ente spaziale americano) oppure, se si vuole risparmiare qualcosina, data la fama di spendaccioni degli americani, all’E.S.A. (ente spaziale europeo) per predisporre uno studio appropriato al fine di potere meglio individuare o, come direbbero i soggetti firmatari sopra citati, meglio delineare e connotare, il profilo professionale degli architetti.

Per concludere, mi sembrava, quindi, giusto il richiamo iniziale a taluni principi ispiratori sul “valore sociale e culturale del lavoro” di uomini come Giuseppe Di Vittorio, uomini d’altri tempi e, certamente, sempre più rari a trovarsi ai giorni nostri, che hanno fatto dell’onestà, della trasparenza e dell’imparzialità il proprio motivo di esistenza.
Sergio MAZZA
20.03.2009

P.S. A proposito di professionalità: leggevo alcune frasi riportate in un recente comunicato di un autorevolissimo Signore rappresentante i lavoratori dove EGLI afferma che “il nome tecnico non connota una professionalità quanto piuttosto una capacità”. L’intenzione, lodevole, ai fini di “sostanziare” meglio i nuovi profili e differirli così dalla figura dell’architetto, ed anche dal pianificatore del paesaggio (sempre architetto), contrasta un pochino con la lingua italiana che, in questo caso, accomuna nello stesso significato le due parole.

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26 febbraio 2009

DURA PRESA DI POSIZIONE DELLA UILBAC


ANSA (SPE) - 25/02/2009 - 19.07.00
BENI CULTURALI: LA MOZIONE VOTATA DAL CONSIGLIO SUPERIORE ZCZC0551/SXB WIC30223 R SPE S0B QBXB BENI CULTURALI: LA MOZIONE VOTATA DAL CONSIGLIO SUPERIORE (ANSA) - ROMA, 25 FEB - Le dimissioni del presidente del consiglio superiore dei beni culturali Salvatore Settis ''non vanno lette come una risposta a Bondi, bensi' come una risposta alla politica per la cultura del governo. Lo dice il segretario generale della Uil Gianfranco Cerasoli, che e' tra gli esponenti del consiglio, sottolineando che oggi ''la maggioranza dei consiglieri aveva in tasca la lettera di dimissioni''. Poi pero' in consiglio e' prevalsa la linea di sottoscrivere una mozione di solidarieta' per Settis, votata da tutti i presenti (alla riunione mancavano soltanto Antonio Paolucci e Andrea Emiliani che si e' dimesso ieri), con la sola eccezione di Paolo Portoghesi, che non ha votato, secondo quanto si e' appreso, non perche' in disaccordo con la solidarieta' al presidente dimissionario ma perche' voleva un confronto immediato con il ministro Bondi. Questo il testo della mozione votata dai consiglieri: ''Il Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici nella seduta del 25 febbraio 2009 esprime la sua piena e convinta solidarieta' al Prof Salvatore Settis a fronte di una ingiustificata e incomprensibile presa di posizione del Ministro rispetto a dichiarazioni pubbliche del Presidente del Consiglio Superiore , non solo legittime, ma doverose e quindi condivise da tutto il Consiglio rispetto ad una incontrovertibile situazione di grave difficolta' in cui versa oggi la tutela del patrimonio culturale italiano''. (ANSA). LB 25-FEB-09 19:01 NNN



COORDINAMENTO NAZIONALE UIL BENI E ATTIVITA’ CULTURALI
Via del Collegio Romano, 27 – 00186 Roma Tel 06/6723361 – 6792933 fax 6782911 - E - Mail uilbac@tiscali.it sito internet http://www.uilbac.it

DICHIARAZIONE STAMPA
DI GIANFRANCO CERASOLI SEGRETARIO GENERALE UIL BENI E ATTIVITA’ CULTURALI

LE DIMISSIONI DI SETTIS APRONO IL VERO PROBLEMA SU COSA VUOLE FARE L’ITALIA DEI BENI E ATTIVITA’ CULTURALI .

Le dimissioni di Settis non vanno lette come una risposta data al Ministro Bondi ma vanno lette , ed in questo l’intero Consiglio Superiore ne è da sempre consapevole, su cosa vuole fare il Governo, la politica, quella con la A maiuscola dei beni e le attività culturali del nostro paese.
Pertanto, oggi a partire dal sottoscritto , la maggioranza dei Consiglieri aveva pronta la lettera di dimissioni ma abbiamo assunto la decisione all’unanimità ( eccetto Portoghesi ) di esprimere solidarietà e condivisione della posizione espressa dal Prof S Settis ma allo stesso di sospendere la seduta poiché qui non sono in gioco le sorti di due persone quali appunto Settis e Bondi bensi il futuro della cultura Italiana che con le scelte del Governo rischia di essere smantellata non tra anni ma nei prossimi mesi.
Tra l’altro il tentativo, grave di immaginare che un Presidente del Consiglio Superiore nonché gli stessi componenti , che rappresentato un organismo tecnico, non subordinato alla struttura ministeriale ne tantomeno alla Politca debbano essere silenti, rispetto alla drammaticità della situazione significherebbe togliere il diritto alla libertà di parola e di espressione a cui nessuno intende rinunciare.
Ora si pone il problema di discutere delle dimissioni di Settis e di ciò che rappresentano in un dibattito pubblico aperto a tutti richiamando le responsabilità di Bondi che ha determinato questa grave crisi.

Roma 25 febbraio 2009
Gianfranco Cerasoli
Segretario Generale

Mozione votata all’unanimità
Il Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici nella seduta del 25 febbraio 2009 esprime la sua piena e convinta soldarietà al Prof Salvatore Settis a fronte di una ingiustificata e incomprensibile presa di posizione del Ministro rispetto a dichiarazioni pubbliche del Presidente del Consiglio Superiore , non solo legittime , ma doverose e quindi condivise da tutto il Consiglio rispetto ad una incontrovertibile situazione di grave difficoltà in cui versa oggi la tutela del patrimonio culturale italiano.

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DURISSIMO SCONTRO SUL COMMISSARIAMENTO

L'aspro scontro in atto sull'incomprensibile ed incredibile commissariamento della soprintendenza archeologica di Roma e di Ostia Antica lascia interdetto chiunque.
Le contestazioni all'operazione, le proteste dei sindacati e del personale cadono nel vuoto, nessuno si degna di rispondere, ne l'apparato dirigenziale del ministero ne quello politico.
Al contrario la durezza delle risposte del Ministro Biondi, sono indirizzate solo alle critiche del Prof. Settis e sono un motivo sufficiente di preoccupazione, che possa non trattarsi solo di un confronto culturale, come da molte parti sostenuto?
Che dietro a tutto ciò sia in atto uno scontro di importanti interessi economici per la gestione del patrimonio culturale italiano? Che qualcuno confonda il concetto della valorizzazione del bene culturale come mercificazione? Che sia in atto una scrematura, una divisone del patrimonio culturale e dei siti per trasformare la riforma del Ministero in una nuova operazione Alitalia?

Segretario Generale
Arch. Danilo De Girolamo



GLI ARTICOLI DI SEGUITO RIPORTATI DAL SITO SOSPATRIMONIO
http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=45657

CARO SETTIS, IL SUO SENSAZIONALISMO NON AIUTA I MUSEI
Sandro Bondi*
il giornale 23/02/2009

Intervento Caro Settis, il suo sensazionalismo non aiuta i musei


Il professor Salvatore Settis continua a dispiegare le sue molteplici doti. Archeologo di chiara fama, accademico dei Lincei, presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali, polemista di riferimento del Gruppo La Repubblica-Espresso, mostra ancora una volta di prediligere la denuncia a mezzo stampa anziché il sobrio operare a servizio delle istituzioni. L`ultima intervista al settimanale L`Espresso rispecchia, infatti, non solo l`ubiquità in cui versano alcuni dei nostri migliori studiosi, dimidiati come sono tra il richiamo irresponsabile della ribalta e l`esigenza di rigore proprio all`opera, ma purtroppo anche la disfunzione che affligge gran parte del personale tecnico del ministero dei beni culturali.

Il professor Settis spara a zero contro «la malagestionee» dei nostri musei e del patrimonio storico artistico nazionale, denuncia i tagli di oltre un miliardo imposti dalla finanziaria triennale, e lamenta il clima di generale frustrazione che a dir suo si respira al Collegio Romano. Stupisce veder cadere nella rete del sensazionalismo medìatìco uno studioso tanto autorevole e stimato da esser stato più volte riconfermato a capo del massimo organo consultivo del ministero. Se avesse voluto cercare un espediente per rassegnare le dimissioni il professor Settis non ne avrebbe potuto trovare uno migliore. Ma tant`è.
Il dissenso di fondo che sembra oppone Settis ai vertici del ministero, di cui egli stesso fa parte, riguarda la valorizzazione e la tutela dei beni culturali, le due missioni istitutive dello stesso ministero sin dall`epoca della sua creazione a metà degli anni Settanta, ora, io considero mia precipua missione valorizzare il patrimonio dei beni culturali attraverso una gestione più razionale ed efficace rispetto a quella tradizionale, dando spazio a figure nuove, con specifiche competenze manageriali, in grado per esempio di leggere un bilancio, di stilare un programma finanziario, o di elaborare un piano costí-benefici. Di conseguenza, ritengo che ai soprintendenti, e cioè ai ruoli tecnici del ministero, reclutati con severi concorsi e invidiati da tutto il mondo, spettino i soli compiti di tutela.

A questo fine abbiamo approvato un nuovo regolamento, ora all`esame del Consiglio dì Stato, che prevede una razionalizzazione delle direzione centrali e periferiche del ministero, e la creazione di una nuova direzione per la valorizzazione del patrimonio che verrà affidata, dopo l`entrata in vigore del regolamento di attuazione, a un manager di chiara fama come Mario Resca.
Il professor Settis avrebbe auspicato una personalità con specifiche competenze in fatto di management culturale. E votando contro il nuovo regolamento del ministero ha chiesto e ottenuto che i compiti di valorizzazione e tutela non fossero confusi. Eppure, adesso, anziché inforcare la polemica sulla stampa di opposizione, un tecnico come lui, responsabile del principale organo consultivo del ministro, avrebbe potuto investire meglio il suo tempo elaborando una serie di misure urgenti per ovviare la «malagestione» che egli stesso denuncia: e cioè ridefiníre i criteri di selezione dei nostri soprintendenti e prima ancora ridisegnare gli stessi criteri di formazione del personale tecnico del ministero, attraverso accordi da siglare ad hoc con le università italiane, come la Bocconi ma anche straniere come il Bard College, che da tempo dedicano corsi e risorse al management culturale.

I nostri tremila musei, le nostre aree archeologiche sono infatti in mano a studiosi ferrati, esperti di chiarissima fama, specialisti incontestabili, ma versano spesso in uno stato lamentevole e languono nelle classifiche per numero di visitatori al di sotto delle prime venti istituzioni mondiali, pur essendo il nostro il patrimonio più ingente del mondo. Pompei, per esempio, è da anni sotto la direzione di Pietro Guzzo, uno dei massimi esperti di archeologia romana.
Ma lo stato di abbandono denunciato dagli organi di stampa, le molte disfunzioni che colpiscono i turisti in quella che resta una delle aree socialmente píù sensibili del paese, ha reso necessario il ricorso a specifiche capacità organizzative e manageriali, come del resto gli stessi Fori Romani. Collaborare alla guida del ministero, lavorare per le istituzioni, non contro; sarebbe già un passo avanti per rinnovare e migliorare la nostra missione comune. `
Ministro per i Beni Culturali


SETTIS SI DIMETTE In polemica con Bondi se ne andranno altri membri del Consiglio superiore
FRANCESCO ERBANI
LA REPUBBLICA, 24 FEBBRAIO 2009


Un duro contrasto per la nomina di Mario Resca. Ma anche per i prestiti di Leonardo e per il commissariamento dell´area archeologica di Roma


Il braccio di ferro fra Sandro Bondi e Salvatore Settis ha raggiunto il suo apice. Domani si riunisce il Consiglio superiore dei Beni culturali e ai diciotto suoi membri Settis, che del Consiglio è il presidente, leggerà una lettera di dimissioni.

Molto motivata e molto dura, si sente dire. Ma non sarà solo il direttore della Normale di Pisa, storico dell´arte antica e dell´archeologia, ad andarsene. Dalle indiscrezioni che filtrano saranno almeno in quattro, forse in sei a lasciare l´incarico. E a quel punto non si sa quale sarà la sorte del principale organo di consulenza del ministero.

Nel frattempo tornano insistenti le voci che vorrebbero lo stesso Bondi in partenza dal ministero. Lo attende l´incarico di coordinatore del Pdl. Al suo posto si insedierebbe Gaetano Quagliariello, attualmente vicepresidente dei senatori del centrodestra, il quale rinnoverebbe anche molto del personale che affianca Bondi.

Ma fintanto che è al Collegio Romano, Bondi sfodera la sciabola. Il ministro ha reagito con durezza alle ultime dichiarazioni di Settis (una lunga intervista a L´espresso di venerdì, alla quale il titolare del dicastero ha replicato con un articolo sul Giornale). Lo scontro ha però radici antiche, il dissenso sulle linee di conduzione del ministero si è fatto più marcato con il passare del tempo. Qualche volta si è composto, ma ora sembra che non sia più possibile.

«Se avesse voluto cercare un espediente per rassegnare le dimissioni», ha scritto il ministro, «il professor Settis non ne avrebbe potuto trovare uno migliore». E quale sarebbe l´espediente? Il sensazionalismo mediatico, l´aver espresso ai giornali le sue critiche. Peggio ancora, secondo il ministro, se si tratta di «stampa di opposizione».

È proprio questo uno dei motivi della rottura. Settis non accetta di mettere il bavaglio. E così come è stato nel luglio scorso, quando denunciò il taglio di oltre un miliardo di euro nei bilanci già dissestati del ministero (il sottosegretario Francesco Giro di fatto lo licenziò, ma poi fu recuperata un´intesa con il ministro), anche stavolta il direttore della Normale non rinuncia a contestare le iniziative più discusse del ministero. Forte del fatto di essere presidente di un organo di consulenza e non un dirigente del ministero, soggetto a vincoli burocratici.

Un duro contrasto si è manifestato con la nomina a direttore generale di Mario Resca, ex amministratore delegato della McDonald´s, al quale Bondi aveva in un primo tempo affidato poteri straordinari sulla gestione dei musei, sulle mostre, sconfinando persino nel campo della tutela.

La reazione di tutte le associazioni di salvaguardia, la raccolta di migliaia di firme e una bocciatura netta da parte di tutto il Consiglio superiore, presieduto da Settis, indussero Bondi a una mezza marcia indietro, giudicata insoddisfacente da molti: Resca, che non aveva nessuna competenza in fatto di management culturale, si sarebbe occupato solo della valorizzazione (ma la nomina ancora non è formalizzata).

Settis e il Consiglio non avevano taciuto il loro dissenso nei confronti della scelta, per esempio, di prestare a un museo del Nevada alcuni disegni di Leonardo, un´iniziativa fortemente sostenuta da Alain Elkann, consulente di Bondi, ma osteggiata dalla direttrice della Biblioteca reale di Torino che quei disegni custodiva.

Anche la decisione di commissariare l´area archeologica romana ha incontrato le perplessità di Settis, oltre che l´opposizione dura di tutti i funzionari delle soprintendenze di Roma e di Ostia e di quattromila fra professori universitari e studiosi italiani e stranieri.


Tutte queste e altre iniziative del ministero andavano nella direzione, agli occhi di Settis, di un progressivo svuotamento delle soprintendenze, per altro verso lasciate a languire, indebolite e delegittimate.

Nel giro di pochi anni da quegli uffici andranno via molti funzionari che non verranno sostituiti. Già nei prossimi mesi resteranno scoperti alcuni fra i principali posti di soprintendente.

È difficilissimo apporre dei vincoli di tutela e alcuni soprintendenti temono di non essere appoggiati dai vertici del ministero, anzi si sentono sempre in bilico, minacciati di trasferimento.
In questa situazione ai limiti del collasso, sono stati istituiti commissari, i cui compiti sono ancora incerti.
A Pompei il commissario Renato Profili non ha fondi propri, ma attinge a quelli ordinari della Soprintendenza.
A Roma, dai Fori al Palatino, dai Mercati Traianei a Ostia, non è chiaro di che cosa si occuperà Guido Bertolaso, responsabile della Protezione civile. Ma che sia quest´ultima struttura quella che, agli occhi di chi dirige il ministero, fornisce maggiori garanzie lo prova il bando lanciato dal commissario a Pompei per assumere, anche con compiti di custode, volontari della Protezione civile.

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